Sergio Conceiçao: "Al Milan periodo interessante, poi non è andata come avrebbe dovuto"
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L'esperienza in Arabia Saudita
In Saudi League, esperienza agrodolce per Conceiçao: "Sono arrivato dopo un'annata positiva per il club perché, in termini di risultati, avevano vinto il campionato e la Coppa del Re. Tuttavia, c'erano problemi noti, soprattutto all'interno della struttura societaria. E questo è diventato evidente con l'addio di Laurent Blanc qualche tempo dopo l'inizio della stagione. Ricordo che riuscì ancora a guidare la squadra in due partite di AFC Champions League. Mi sono quindi ritrovato in una realtà culturale completamente diversa, nella quale abbiamo cercato, in un certo senso, di sopravvivere attraverso i risultati fino a dicembre, quando abbiamo svolto un ritiro a Dubai e abbiamo avuto un po' di tempo per lavorare con la squadra". I risultati, in quel momento, erano comunque dalla parte di Conceiçao: "Fino a quel momento, infatti, avevamo avuto un calendario competitivo superiore alla media, con partite ogni tre giorni, il che rendeva difficile lavorare su alcuni aspetti che considero assolutamente essenziali affinché le mie squadre siano competitive. Abbiamo svolto quel lavoro a dicembre e successivamente ottenuto sette risultati positivi, tra cui sei vittorie in campionato. Abbiamo conquistato anche cinque successi in AFC Champions League, che ci hanno permesso di recuperare una posizione non facile da recuperare e di qualificarci così per le Final Eight di Gedda. E ci siamo riusciti". E a seguire, un mercato di gennaio che ha indebolito l'organico dell'Al-Ittihad: "In campionato, dopo quelle sette partite, è arrivata la finestra di mercato di gennaio. È stato un momento molto negativo per la squadra, che ha ridotto la nostra competitività, perché sono partiti giocatori molto importanti, in particolare Benzema e Kanté. E questo è stato poi confermato dall'addio del nostro direttore sportivo e da molti problemi strutturali… Siamo quindi entrati in una fase non particolarmente positiva, che ha dato l'impressione che il lavoro svolto non fosse stato all'altezza delle aspettative che si erano create. Ma all'interno del club sapevano che la situazione era estremamente difficile. Nonostante ciò, siamo riusciti a raggiungere i quarti di finale dell'AFC Champions League, dove siamo stati eliminati in un modo che... sono quelle partite che ti restano dentro per diverse ragioni... episodi accaduti durante la gara stessa che non possiamo controllare. Eventuale ritorno in Arabia? Sì, è un Paese che si sta evolvendo e che ha una grande volontà di continuare a evolversi".
Conceiçao, l'aneddoto sui genitori
La famiglia è sempre stata al fianco di Sergio Conceiçao. Così come lui è sempre stato al servizio dei suoi genitori, una volta che si è fatto spazio nel calcio che conta: "Il rapporto con mio padre? Anche nei suoi silenzi insegnava. Anche nei momenti difficili, dopo una dura giornata di lavoro, insegnava l'impegno e l'amore per la famiglia. Mio padre non mi ha mai fatto complimenti. Ma mi dimostrava il suo affetto in altri modi. Oggi, però, credo che sarebbe orgoglioso di me. E lo sarebbe anche mia madre. Sono arrivato al Porto in un momento molto difficile della mia vita. Mia madre era malata a Coimbra. Ogni volta che potevo, le portavo un po' di denaro per aiutarla, perché già guadagnavo qualcosa con il settore giovanile. Quando mio padre venne con me per firmare il mio contratto da professionista, morì due giorni dopo. E io ho guardato al calcio come a qualcosa che poteva darmi un'enorme soddisfazione. In ogni titolo che vinco, i miei genitori sono presenti".
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