Il Milan pronto al doppio colpo: Rangnick è la garanzia per l’arrivo di Glasner

Per convincere il ct dell’Austria c’è la promessa dell’indipendenza da Ibrahimovic: strategia delineata

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Pubblicato il 11.06.2026, 10:15

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Oliver Glasner ci è nato e lo conosce già, Ralf Rangnick lo ha imparato da commissario tecnico: l’inno nazionale dell’Austria sembra cucito su misura per i due probabilissimi nuovi alfieri dell’area sportiva del Milan. Nella strofa finale, recita così: “Coraggiosi verso tempi nuovi, guardaci procedere liberi e fiduciosi, lieti nel lavoro e di speranza pieni”. La missione in rossonero che entrambi si stanno accingendo ad affrontare è di quelle “vielgeprüftes”, cioè “provatissime”: il club è allo sbando, la squadra nel mare in tempesta, la Champions League è un miraggio, ma da qualcosa e da qualcuno bisognerà pur ripartire. E Gerry Cardinale ha scelto loro: Rangnick e Glasner. Ibrahimovic, che avrebbe preferito altri profili, continuerà a fare tutto ciò che non è calcio legato al Milan al di fuori dei viali di Milanello. 

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Milan, Rangnick ha chiesto autonomia, indipendenza e gestione integrale delle squadre

Ed è stata proprio la perdita di quota nell’area sportiva dello svedese che ha convinto Rangnick, e lo stesso Cardinale, all’intesa - non ancora ufficiale, comunque - con il Milan. Nella giornata di ieri, il presidente della federazione austriaca ha provato un ultimo colpo di coda: «Vogliamo tenerlo, lui conosce i termini. Aspettiamo la sua decisione nei prossimi giorni o settimane. Lui e io sappiamo cosa nutriamo l’uno per l’altro, perché comunichiamo in modo molto aperto. Sono molto ottimista che scelga l’Austria. È chiaro che finanziariamente non possiamo competere con un grande club internazionale. Ciononostante siamo convinti di aver costruito un pacchetto complessivo attrattivo con la Nazionale». La realtà, però, è un’altra: Rangnick, attratto dal principio dal Milan, ha chiesto per lasciare la panchina austriaca autonomia, indipendenza e gestione integrale delle squadre (sia la Prima che il settore giovanile) nel suo eventuale ruolo da direttore tecnico rossonero. E Cardinale, con il distanziamento di Ibrahimovic, glieli conferirà.

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Glasner, meno faticosa l'opera di convincimento del Milan

Con Glasner l’opera di convincimento è stata meno faticosa, anche se la probabile presenza di Rangnick in dirigenza renderà più tranquillo anche lui nel suo lavoro. È quello che ha fatto intendere lo stesso allenatore austriaco in un’intervista a due testate in patria: «È molto bello che, da quando ho annunciato la fine del mio contratto con il Crystal Palace, i media mi abbiano collegato con quasi tutti i club. Non ho mai commentato queste voci e non voglio farlo ora. Quando arriverà il momento, lo annuncerò. E per essere finalmente pronto per un nuovo club, tutto deve essere perfetto. Bisogna avere una buona sensazione: se non c’è, non si fa nulla».

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Milan, pronto un biennale con opzione per il terzo anno per Glasner: quanto guadagnerà

I dettagli contrattuali sono già pronti: biennale più opzione per il terzo anno a quasi cinque milioni di euro a stagione, bonus legati ai risultati di squadra compresi. Glasner è attratto dalla prima esperienza in un club di prestigio e si crede pronto per il grande salto: la sensazione era originariamente già propositiva.

Con l’arrivo di Rangnick, il tutto assume contorni più ottimistici. Tanto che entrambi, in coro, potrebbero cantare: “Liberi e fiduciosi, lieti nel lavoro e di speranza pieni”. A Cardinale, il ritmo sulle tempistiche: sarà lui a decidere quando chiudere i contratti e ufficializzare il tutto.