Milan, il casting allenatore: oltre a Glasner e Rangnick spuntano anche Amorim e Pochettino
Si può serenamente affermare che il Milan non abbia la stessa velocità d'esecuzione della Juventus. I bianconeri, in una sola giornata, hanno salutato l'amministratore delegato Damien Comolli per accogliere il sostituto Giovanni Carnevali: tutto in poche ore. Via uno, dentro l'altro. Si decide per cambiare strada avendo già un piano B. In via Aldo Rossi, invece, ce la si prende con calma. Troppa, evidentemente, dato che, a 18 giorni dal poker di licenziamenti post fallimento Champions, nessun nuovo incaricato è stato ufficializzato. Anzi: i casting proseguono, tra sorpassi, controsorpassi, richieste, promesse, chiamate, sondaggi, io voglio questo mentre tu preferisci quell'altro. Una tiritera infinita che crea ulteriore danno ad una squadra già disastrata e che non fa intravedere grandi auspici per la stagione nascente.
Milan, prosegue il casting per il dopo Allegri: Glasner favorito, Pochettino e Amorim i nomi nuovi
OPZIONI. Sull'allenatore, quando si pensava che alcune nubi si fossero dissipate, ecco altri candidati intercettati. Oliver Glasner resta il favorito: l'intesa contrattuale sulla base di un biennale a quasi 5 milioni di euro a stagione bonus compresi c'è già, ma nessun documento gli è stato ancora recapitato e, la firma, non la può apporre. Non aspetterà all'infinito, ma ha dato priorità al club rossonero su qualunque altra proposta, anche più redditizia o pronta da sottoscrivere. Il punto è che, nelle ultime ore, i cacciatori di teste inviati da RedBird hanno contattato altre opzioni. Una è datata, Mauricio Pochettino, pronto all'esordio al Mondiale da commissario tecnico degli attesissimi Stati Uniti d'America; in teoria, ha altro a cui pensare in questo momento. Decisamente più libero è, invece, Ruben Amorim, allenatore portoghese, esonerato a gennaio dal Manchester United dopo le burrasche con lo spogliatoio dei Red Devils. A livello tecnico-tattico, l'ex Sporting Lisbona è certamente quello più vicino al 'modello Fabregas' rivelato da Cardinale un paio di settimane fa, ma è anche quello con più tempo di convincimento davanti.
Rangnick aspetta una mossa del Milan
PROMESSE. Per quanto riguarda Ralf Rangnick, invece, sono arrivate nelle ultime ore alcune conferme, nonostante la situazione sia sempre sul filo del rasoio e qualsiasi finale non possa essere escluso. Secondo indiscrezioni lanciate da varie testate austriache, il commissario tecnico della nazionale viennese avrebbe fatto sapere alla sua federazione che non intende accettare la proposta di rinnovo biennale pervenutagli di recente per sposare l'offerta di un top club; la comunicazione non sarebbe avvenuta in maniera ufficiale, ma tramite intermediari, scelta che avrebbe, di conseguenza, un po' irritato i vertici federali austriaci. Rangnick ha il suo sì pronto per il Milan se il Milan, nella figura di Gerry Cardinale, gli metterà nero su bianco le promesse che gli ha fatto verbalmente, riguardanti l'autonomia e l'indipendenza, soprattutto da Ibrahimovic, nella gestione sportiva della Prima Squadra e nel coordinamento del settore giovanile rossonero. È chiaro che una certa influenza potrebbe averla la scelta dell'allenatore: la filosofia di Rangnick potrebbe essere in linea sia con quella di Glasner che con quella di Amorim, meno con quella di Pochettino. Ma, al Milan, ormai è noto, non tutto si fa con logica.
Unisciti alla Community
Accedi o registrati per dire la tua sugli argomenti che più ti interessano e vivere tutti i servizi di Corriere dello Sport–STADIO". Completa il tuo profilo per essere sempre aggiornato su notizie, eventi, offerte e tutto ciò che fa vibrare il mondo dello sport.
ACCEDI
oppure
o entra con DISQUS


