© LAPRESSE Parla l'accoltellatore di Pablo Mari e il killer di Assago: "Sono pazzo"
ASSAGO - "Mi sembra impossibile aver fatto quello che ho fatto". Non ci crede nemmeno lui, Andrea Tombolini, il 46enne che il 27 ottobre ha ferito gravemente con un coltello all'interno di un supermercato di Assago tre persone, tra cui il difensore del Monza Pablo Marì, e ucciso un ragazzo di 30 anni (in totale sono 6 le persone colpite). "In passato ho avuto rabbia per motorini o bici del Comune. Mi sembra impossibile avere rovinato la mia vita e quella delle persone che ho ucciso e ferito. Sono pazzo", ammette Tombolini, residente in una casa popolare della Stadera, periferia sud di Milano.
"Le ho accoltellate per sopprimere la mia rabbia"
"A casa con un coltello provai a ferirmi ma non ci riuscii, lo feci perché mi sono operato alla schiena e sono stato male". Invece al supermercato "ho preso un coltello per ferirmi, avevo intenzione di colpirmi. Ho visto le persone e ho deciso di colpirle per sopprimere la mia rabbia. Se devo descrivere il mio sentimento, era di invidia: perché le persone che ho colpito stavano bene, mentre io stavo male. Ritengo di avere un tumore e di dover morire", queste le altre parole dell'accoltellatore.