Napoli, Davide Ancelotti: «Non ho mai visto mio padre così felice»
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Napoli, Davide Ancelotti: «Non ho mai visto mio padre così felice»

Così il figlio di Carletto: «Vogliamo restare a lungo. La città è bellissima e questo gruppo può migliorare tanto»

ROMA - «Ci piacerebbe restare tanto tempo perché qui abbiamo riscoperto i rapporti umani, che sono fondamentali». Firmato, Davide Ancelotti, vice-allenatore del Napoli e di papà Carlo. Nell'intervista rilasciata a 'Radio Kiss Kiss', il 29enne figlio d'arte elogia la città e squadra partenopea: «A Castel Volturno c’è un ambiente familiare e questo ha dato a papà nuova benzina per la sua carriera. Mio padre così sereno e determinato non l'ho mai visto sinora. Sta bene, e questo è fondamentale. Quando si sta bene nella vita privata poi si rende di più anche nel lavoro, vale per tutti. Venivamo da un’esperienza in cui l’ambito lavorativo è scisso dai rapporti personali, così è l’ambiente tedesco. Qui invece è l’opposto e questo gli permette di rendere al meglio. Dipende molto dal suo modo di essere, dall’equilibrio che ha. La dote fondamentale è l’equilibrio che ha lui nel gestire tutte le situazioni, senza perdere mai di vista l’obiettivo».

OBIETTIVI - A -15 dalla Juventus e fuori dalla Champions League, la prima stagione non è stata forse al passo con le aspettative, ma Davide Ancelotti crede fortemente in questa squadra. E, giura, anche papà Carlo: «Siamo sempre stati in ambienti in cui c’è voglia di vincere e lui per primo vuole vincere qui. Con l’esperienza che ha papà può dare qualcosa in più a questo gruppo, che apprende bene, ha un’ottima mentalità. Un gruppo speciale che quest’anno ha dovuto apprendere cose nuove e s’è dimostrato disponibile e curioso nell’apprendere. C’è stato un cambio di guida tecnica deciso e la squadra ha comunque mantenuto ottimi risultati. Complimenti a tutti il gruppo. Napoli è una città bellissima, che ti fa stare bene. Io ho deciso di vivere al centro della città, a Chiaia, e sono felice quando mi sveglio al mattino. Papà è a Posillipo? Lui la vede più dall’alto».

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IL RAPPORTO - Inevitabile domanda sul rapporto con un padre dalla fama così ingombrante: «Superarlo? È molto dura. Non esageriamo. È la miglior spalla che io possa avere perché nei momenti difficili vedere come si comporta fa capire che non bisogna avere fretta, serve molto lavoro, molta esperienza e molto tempo. Abbiamo un rapporto straordinario. Ho la fortuna di lavorare con lui tutti i giorni, è molto importante coltivare questo rapporto giorno per giorno. Riusciamo a scindere bene. Quando siamo a Castel Volturno sono il suo assistente, poi ci sono momenti in cui siamo padre e figlio. Ma è importante scindere, anche agli occhi degli altri. È chiaro si veda siamo padre e figlio: la comunicazione è molto diretta. Ciò che gli altri assistenti non possono dirgli glielo dico io. Diventa molto più semplice comunicare con lui, senza barriere. Non mi ha mai sgridato, non abbiamo mai litigato. Abbiamo un carattere simile. Siamo due persone a cui non piace molto il conflitto, gestiamo le cose in maniera diversa senza arrivare allo scontro».

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