Natale in casa Gattuso: i 5 problemi del Napoli

La radiografia del momento difficile degli azzurri: ecco tutti i nodi da sciogliere
Natale in casa Gattuso: i 5 problemi del Napoli© FOTO MOSCA
Pasquale Salvione

Non è un Natale entusiasmante in casa Napoli. Un solo punto raccolto nelle ultime tre partite con Inter, Lazio e Torino, la vetta della classifica che si allontana (9 punti dal Milan capolista), l’uscita dalla zona Champions (al momento azzurri quinti anche se con una partita in meno): le aspettative di De Laurentiis a inizio stagione erano diverse e la sentenza del Coni ha solo reso meno amaro il periodo festivo. Gattuso è alla prese con un problema di salute (la miastenia) che in questo momento è sicuramente più urgente del resto, ma a gennaio dovrà risolvere almeno 5 problemi per ridare un’anima al suo Napoli.

1) La mentalità

Il Napoli ha evidenti problemi di personalità, di carattere e di approccio alle partite. Non è un difetto recente, anzi, gli azzurri se lo trascinano negli anni, dalle epoche di Mazzarri e Benitez fino a quelle di Sarri e di Ancelotti. Ma da Gattuso ci si aspetta di più sotto questo profilo: una persona di grande temperamento come lui dovrebbe riuscire sempre a trasmettere alla squadra la determinazione giusta per scendere sempre in campo con il coltello fra i denti. Finora è successo a corrente alternata.

2) Il ritmo

Il Napoli gioca a una velocità ridotta, schiavo della volontà dell’allenatore di gestire sempre e comunque il possesso palla per avere il controllo della partita. Per carità, una dote sicuramente importante, ma che non deve diventare condizionante: l'estenuante giro palla difensivo può aiutare ad aprire le squadre avversarie, ma non può essere l’unica strategia di gioco. Così facendo gli azzurri si trovano sempre ad affrontare squadre con la difesa schierata, scardinarle con il fraseggio diventa sempre più difficile. Provare ad andare ogni tanto in verticale, osando un po’ di più, potrebbe essere una variante tattica importante. Sicuramente il rientro di Osimhen potrà aiutare.

3) L’assetto tattico

La prima parte di stagione e i risultati negativi con le big devono far riflettere: una squadra così ben assortita deve essere capace di cambiare pelle di fronte agli avversari, nella formazione iniziale e durante le partite. Ci sono sfide in cui si può essere più sbilanciati, altre dove c’è bisogno di più sostanza. Ci sono momenti in cui alcuni giocatori sono in forma, altri in cui bisogna adattarsi alle condizioni della squadra e magari variare assetto in base a chi sta meglio. Non è solo una questione di moduli, non è una disputa fra 4-2-3-1 e 4-3-3: chi vuole raggiungere determinati traguardi o arrivare in fondo alle competizioni deve avere più spartiti da saper interpretare, lo dice la storia.

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4) Il centrocampo

Il problema principale di questo Napoli è sicuramente il centrocampo, il reparto che nel calcio è più determinante. Gattuso, che è stato un grande equilibratore nella sua pluridecorata carriera da calciatore, deve ancora trovare la quadra: la scelta di giocare quasi sempre a due penalizza chi non ha caratteristiche da mediano (Fabian Ruiz è l’esempio più evidente) e necessità di interpreti adatti (come Bakayoko e Demme). Ma la rosa offre delle varianti importanti con Zielinski, Elmas e Lobotka: il rilancio del Napoli può arrivare solo se il centrocampo farà un salto di qualità.

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5) Gli infortuni

Alla sosta di Natale il Napoli arriva con 5 punti in più rispetto alla scorsa stagione, con la miglior difesa del campionato (solo 12 gol subiti, uno in meno della Juve) e con il quarto attacco (27 gol, meglio hanno fatto la Roma con 31, il Milan con 32 e l’Inter con 34) pur non avendo ancora avuto nessun rigore a favore (unica squadra della Serie A). Ma è chiaro che per ritrovarsi dovrà recuperare tutti i suoi assi: gli infortuni di Osimhen e Mertens si sono rivelati più pesanti del previsto, la mossa disperata di Llorente con il Torino (scongelato a undici mesi dalla sua ultima presenza) testimonia la difficoltà del momento. Le vacanze serviranno a rimettere benzina e a recuperare gli assenti, ma Gattuso ha a disposizione una delle rose più ampie e assortite della storia recente azzurra: avrà bisogno di fare gli straordinari per modellare il suo Napoli.

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