De Laurentiis e Benitez, tutto in 48 ore: il Napoli tratta e sceglie

Telefonata perlustrativa a un vecchio amico: adesso i giusti tempi per le riflessioni. Giovedì gli azzurri in Coppa Italia con lo Spezia, domenica c’è il Parma
Rafa Benitez, senza contratto© EPA
Antonio Giordano
Tagsnapoli

NAPOLI - In quella notte cupa (e anche assai tempestosa), con i pensieri fracassati dal 3-1 di Verona e il sospetto di potersi ritrovare, tra un po’, disperso dalla zona-Champions, Aurelio De Laurentiis ha dovuto dar sostanza alle proprie idee e capire: il Napoli, quello che s’era appena lasciato alle spalle, sconcertato, l’ha indotto a temere che fosse una squadra senza un domani, aggrovigliata nelle proprie insicurezze, sbadata e sgrammaticata, quindi smarrita e disperatamente alla ricerca d’una scossa. Ma un manager non può ragionare di pancia, insegue sempre una sua logica - sino a prova contraria - e per capire, s’è guardato dentro e poi intorno. Rafa Benitez è stata la tentazione più rapida, anche assai romantica, per riscoprire tracce di quel tempo in cui uscendo dalla propria dimensione, il Napoli scoprì d’avere anche tatticamente un respiro internazionale: ma un intervento, in una settimana del genere, ha bisogno d’una razionalità che deve appartenere a un dirigente di calcio, tanto più a un presidente.

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RAFADL - Per cominciare, evitando di buttare via l’acqua sporca e pure il bambino, meglio farsi una chiacchierata, salutare Rafa Benitez, parlarsi dall’alto di una amicizia che ha avuto modo di resistere anche al divorzio: ci sono tante cose da raccontarsi e anche messaggi diretti da lanciarsi - in certi casi, tra adulti e vaccinati, non si usa il linguaggio subliminale - per costruirsi reciprocamente un piano da tenere pronto. Queste si chiamano chiacchierate perlustrative, a volte se ne fanno anche con se stessi ma senza la necessità di guardarsi allo specchio, e De Laurentiis ha provveduto ad arricchire la propria strategia e dunque di avere ulteriori nozioni. Rafa Benitez s’è appena staccato dal Dalian, in Cina, un congedo signorile, perfettamente riconoscibile con il suo stile, e De Laurentiis, nella tempesta emozionale di quel post-partita, avendo scoperto giusto ventiquattrore prima di quella separazione, s’è lanciato nelle proprie valutazioni. Ognuno, adesso, si rifugerà nelle proprie riflessioni, 48 ore ancora, poi si capirà cosa potrà succedere, se dovrà succedere.

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