Napoli, Tacconi: Dualismo Ospina-Meret? Occhio allo spogliatoio

In casa azzurra due prime scelte tra i pali. L'ex numero uno avverte: "L'allenatore deve essere bravo a non rovinare il gruppo"
Napoli (11)© FOTO MOSCA
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NAPOLI -  "Con me non giocava nessuno solo io, anche le amichevoli. Oggi il calcio è diverso, ci sono tre o quattro portieri che non vanno sottovalutati per quanto riguarda lo spogliatoio". A parlare è Stefano Tacconi, ex portiere della Juventus, che alla vigilia della super sfida del "Maradona" ha parlato ai microfoni di Radio Marte del dualismo Ospina-Meret: "L'allenatore dev'essere bravo a fare spogliatoio - spiega Tacconi - e cercare di non rovinarlo. Ospina può avere problemi per la Juve? Io meno mi allenavo e meglio andavo, tanto il portiere non deve correre. Meret è un buon portiere ed è giusto che abbia la possibilità di emergere e farsi vedere. Ospina ha esperienza ed è un buon portiere, l'allenatore ha mani buone sotto questo punto". Qualche problema in più, caso mai, c'è in casa bianconera. Szczesny è infatti ancora nel mirino della critica: ""Un portiere psicologicamente va a seconda di come va la squadra, se la squadra non gira non gira nemmeno il portiere. Io stavo talmente tanto fuori dal gioco - ricorda - che non me ne fregava niente, ho cominciato alla fine a giocare un po' con i piedi ma il calcio di oggi è molto diverso. Il portiere deve solo pensare agli affari suoi".

"Napoli favorito, ma la classfica si guarda a Natale"

Sulla partita Tacconi non ha dubbi su chi parta con i favori del pronostico: ""La partita di domani è imprevedibile - spiega l'ex numero 1 juventino - ovviamente il Napoli è avvantaggiato perché gioca in casa. Partita sottotono? Non direi, la Juve peraltro deve stare attenta anche se Allegri ci ha abituato a queste partenze, anni fa vinse il campionato dopo esser stato a -15. Non bisogna mai darsi per persi, poi il campionato andrà avanti e dopo Natale vedremo come sarà la situazione". Napoli-Juventus non può essere una partita come le altre per Tacconi. Ai suoi tempi, infatti, voleva dire trovarsi di fronte Diego Armando Maradona: "Abbiamo fatto tante battaglie, gliene ho dette anche troppe. Una volta gli dissi tramite giornali che non si doveva sentire Dio e lì mi sono beccato un po' di offese quando sono arrivato ma era il mio modo di caricarmi. Io dovevo venire a Napoli per due volte - rivela l'ex portiere - la prima dopo l'Avellino e poi l'altra quando ero fuori dalla Juventus, Moggi mi chiamava spesso offrendomi pure il doppio dell'ingaggio. Ma io sono testone: sono rimasto, ho continuato a giocare e ho vinto".


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