Agostinelli: "Napoli, partita perfetta contro la Lazio"

Il tecnico: "Gli azzurri hanno l'organico adatto per fare grandissime cose"
Agostinelli: "Napoli, partita perfetta contro la Lazio"© FOTO MOSCA

NAPOLI - "C'è stata una squadra che è entrata in campo per fare la partita e l'altra no": così Andrea Agostinelli, intervenuto ai microfoni di Radio Marte, riassume il 4-0 del Napoli sulla Lazio. Il tecnico ha rivisitato nella sua intervista alcuni dei momenti salienti del match: "Il Napoli ha fatto una partita perfetta - ha spiegato - dal punto di vista tecnico. I gol di Mertens? Più spettacolare il doppio dribbling, più difficile il secondo. Quella di ieri è stata la risposta del gruppo: non ci sono problemi nel sostituire i titolari. In questo caso il Napoli ha dimostrato di avere squadra e organico per poter fare grandissime cose". Anche alcuni singoli spesso criticati hanno convinto: "Lobotka ha fatto una grandissima partita - ha sottolineato Agostinelli - liberando Fabian Ruiz al tiro. Tatticamente è stata una partita perfetta anche sotto questo profilo e Lobotka è stato uno dei principali attori. Ora ritorni subito l'umiltà e con anche un po' di timore per l'avversario, che fa sempre bene".

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"L'attacco del Sassuolo è da Champions"

Anche perché ora si dovrà andare in casa della squadra che ha appena sbancato la San Siro rossonera: "L'attacco del Sassuolo - spiega Agostinelli - potrebbe essere quello di una squadra da Champions League. Detto questo la vittoria di ieri è importante per com'è arrivata, ma anche perché stava iniziando a scricchiolare l'autostima. Mertens è tornato quello dei tempi di Sarri? I giocatori attraversano momenti particolari, a volte si cerca il pelo nell'uovo. Per esempio: Insigne si dice giochi male per il contratto, ma uno scadimento di forma può succedere a ogni giocatore. Non gli va di fare brutte figure. Certo il problema del contratto va risolto". Da allenatore, Agostinelli ha concluso il suo intervento tracciando un profilo dei due colleghi che si sono affrontati al "Maradona": "A me piace il gioco equilibrato -spiega - mi avvicino più all'idea di Spalletti, ma questo non perché Sarri non sia un grande allenatore".

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