Plusvalenze, Fiammanò: "Il caso Napoli-Osimhen? Una barzelletta"

Il vicepresidente della Corte dei Conti: "Dal punto di vista disciplinare la FIGC ne avrà per tutti"
Plusvalenze, Fiammanò: "Il caso Napoli-Osimhen? Una barzelletta"© Getty Images

NAPOLI - Francesco Fimmanò, ex membro della Corte d’Appello FIGC e vicepresidente della Corte dei Conti, è intervenuto ai microfoni di Radio Marte per parlare degli ultimi sviluppi del caso plusvalenze, argomento che sta tenendo banco in questi giorni. Prima, però, ha voluto dedicare un pensiero a Vito Frallicciardi, il giudice che decretò il fallimento del Napoli dando il via all'era De Laurentiis, scomparso poche settimane fa: "Ho mantenuto con lui un rapporto pressoché quotidiano - sottolinea Fiammanò - parliamo di una figura che appartiene a un mondo in cui evidentemente le persone avevano un sistema di valori molto importanti, al di là delle attività professionali. Parliamo di un grande magistrato: terzo, autonomo e indipendente. Determinato ma anche dal volto umano. L'esperienza del fallimento del Napoli fu indimenticabile: una notte lo riaccompagnai durante la notte a Sorrento dopo aver discusso di questioni note nel caldo agosto di 17 anni fa". Dopo i ricordi, si è passati all'attualità del caso plusvalenze: "La Juventus - spiega l'esperto - pone problemi particolari. Tema generale e se il sistema volesse c'è modo immediato per impedire il malvezzo. Basta che almeno ai fini delle regole interne non si calcolassero le operazioni che non prevedono flussi di cassa: una cosa semplice. Penso che il sistema abbia tollerato troppo, c'è un problema di bolla che è stato coperto. Quanto alla Juve, parliamo di una società quotata in Borsa, non pone problemi legati alla possibilità di ricapitalizzare ma farlo all'infinito vuol dire chiedere soldi al mercato e questo fa crollare i titoli. Ovviamente questo è stato un fallimento dal punto di vista gestionale: il caso eclatante è quello di Ronaldo, un'operazione che complessivamente ha prodotto un sovrappeso di 400-500 milioni".

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"Caso Napoli? Difficile individuare i valori oggettivi"

Anche in casa Napoli potrebbero esserci dei problemi, legati in odo particolare al caso di Osimhen: "Nel caso del Napoli - prosegue nella sua analisi Fiammanò - anche se è diventata una specie di barzelletta, credo sia complicato davvero andare a individuare i valori oggettivi perché i flussi di cassa sono stati estremamente rivelanti. Ma in generale è un tema molto complesso. Il problema è vedere l'elemento soggettivo e non quello oggettivo. Ricordo che circa 13 anni fa ci fu una vicenda su Milan e Inter, dopo operazioni di scambio con compensazione e prestito del soggetto scambiato. Sinceramente la vedo difficile. Da un punto di vista strettamente disciplinare, la Federcalcio ne avrà per tutti. Diverso è quando si va per altri fini: per il Chievo c'era un problema di creditori. Ci sono vari livelli ma nel caso della Juventus c'è anche la tutela dei mercati. Sul piano strettamente disciplinare credo che passerà tutto più sul piano politico della necessità di cambiare le regole. A livello UEFA, quando si riattiverà il FPF, si dovrà fare la stessa cosa e si sta ragionando su algoritmi in grado di dare un valore convenzionale ai calciatori. Ovviamente tutto questo nel lungo termine produce anche svantaggi perché poi bisogna fare gli ammortamenti". Un ultimo commento, però, Fiammanò lo propone da tifoso di calcio, piuttosto che da esperto di procedure legali e finanziarie: "Mai avrei creduto domenica di vedere quella partita. La bellezza del calcio, paradossalmente è venuta fuori una qualità imposta dalle circostanze, anche se la Lazio ha certamente dei demeriti".

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