Napoli, Cosmi rivela: "Spalletti mi ha chiesto notizie su Ounas"

L'ex allenatore del Crotone: "Luciano non si spiegava tanto talento non valorizzato"
Adam Ounas (Napoli), problema muscolare© Getty Images

NAPOLI - "Penso che tutti gli allenatori sani di mente vorrebbero allenare il Napoli, sarebbe anomalo il contrario. Come altre piazze, Napoli è un sogno professionale di chi intraprende il mio mestiero o anche come calciatore o dirigente". Lo ha dichiarato Serse Cosmi, intervenuto ai microfoni di Radio Marte: "Messias e Ounas? Sono due giocatori su cui un allenatore può intervenire relativamente a livello tecnico. Ounas è stato preso anche facendo un sacrificio, lui sotto l'aspetto tecnico e fisico è a livello dei grandi, gamba da campione. Deve migliorare alcuni aspetti fisiologici e già ha dimostrato l'anno scorso di essere un ottimo giocatore, anche quest'anno nelle volte in cui è stato impiegato. Purtroppo ha avuto una serie di infortuni che hanno penalizzato lui e il Napoli. Avrebbe fatto veramente comodo in alcune partite al Napoli. Anche Messias è stato fuori per infortuni, poi ha giocato bene".

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Spalletti mi ha chiesto di Ounas

"Spalletti mi ha chiamato appena venuto a Napoli - racconta Cosmi - c'è un buon rapporto e voleva capire qualcosa su Ounas. Non si spiegava tanto talento però non valorizzato. Io ho allenato Di Natale, Muriel, Cuadrado, Miccoli: lui è a quel livello tecnico. La differenza però la fa la testa. Ho grande affetto nei suoi confronti. Si deprime se non tenuto in considerazione? Rispetto ad altri giocatori ha bisogno di essere coccolato ma il mestiere dell'allenatore è anche questo. Il gruppo è da sempre composto da giocatori che hanno una psicologia diversa e l'allenatore dev'essere bravo. Meglio esterno o sottopunta? La seconda per me - afferma Cosmi - anche se quando si accentra da destra ha dribbling e un sinistro incredibile. Però per far giocare lui sottopunta misi Messias mezzala. Lui può stare bene sia esterno che sottopunta. Viene basso a prendere palla ma è bravo nei cambi gioco".

Non amo il turnover troppo ampio

"Non mi piace il turnover con troppi giocatori tutti insieme. Anche psicologicamente - prosegue - il calciatore prende forza quando lo scegli in una partita importante, poi può esprimere le qualità o mostrare limiti. Tutti insieme è difficile, specie contro avversari forti come il Sassuolo che è andato a vincere a Milano. Se metti dentro 5-6 giocatori che hanno giocato poco tutti insieme si fa fatica a capirne il valore. Ma i calciatori del Napoli messi nel nucleo squadra titolare diventano ottimi giocatori", ha concluso Cosmi.

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