Napoli da urlo, Raspadori non fa sconti

Jack è sempre più al centro della scena. Contro il Bologna è la sua partita: gioca lui
Napoli da urlo, Raspadori non fa sconti© FOTO MOSCA
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Fabio Mandarini
Tagsraspadori

Tre per uno. Tre assi per un posto, un posto dal primo minuto: perché è vero che Spalletti continua giustamente a sottolineare l'importanza di tutti gli uomini in virtù delle cinque sostituzioni e degli impegni in serie, e lo è anche che a Cremona il Cholito ha parlato della qualità del tempo, ma tutto sommato è così che funziona e una scelta va fatta. Piacevolmente dura, insomma, è la vita del signor Luciano di questi tempi: felice, contento e vincente con Raspadori e Simeone fino a martedì, e poi dal mercoledì di grande coppa con l'Ajax addirittura raggiante con Osimhen. Il recuperato Osimhen. L'indiavolato Osi che l'allenatore non ritiene ancora in condizione dopo un mesetto di infortunio, ma che tutto sommato è apparso affamato e già esplosivo (vedi gol del 4-2). Bene, e via con le valutazioni. Con le analisi in vista della partita in programma domani alle 18 al Maradona con il Bologna: comincia il valzer, la rumba. Una volta si diceva così: si balla sulle punte. Altro calcio, vecchio stile. E sul carnet, questa volta, il nome più forte è quello di Jack. Il bolognese contro il Bologna. E per gli altri, beh, restano i famosi minuti da sfruttare con qualità.

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Soluzioni e dubbi

E allora, la grande bellezza dell'abbondanza. Un fascino complesso, magari traditore, però Spalletti finora ha gestito la storia con maestria vera, tirando fuori il meglio da tutti i suoi uomini, e ognuno dei ragazzi in questione ha dimostrato maturità e atteggiamenti degni di un gruppo che comanda in Italia e in Europa. Tattica e tecnica, certo, ma non solo: non è un segreto che l'armonia migliori la vita e il rendimento di una squadra e sin dall'inizio della stagione nessuno s'è mai concesso il lusso di stonare. Mai. Certo, in apertura la situazione era forse un po' diversa in fatto di gerarchie, ma va da sé che l'esplosione di Raspadori e Simeone, attaccanti con caratteristiche differenti da quel pezzo unico di nome Osimhen, abbia aumentato le soluzioni a dismisura. E di conseguenza i dubbi.

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I numeri

In termini pratici: una formazione iniziale va scelta e va schierata, non si deroga, e con tutti e tre i centravanti a disposizione sarà ogni volta un mal di testa. Per Spalletti, certo. A suo tempo, comunque. E via con il primo capitolo: domani arriva il Bologna e il primo candidato per completare il tridente con Politano e Kvaratskhelia è ancora Jack. Jack che gradualmente s'è preso la scena e non l'ha più mollata: titolare con lo Spezia, in panchina con i Rangers, e poi sempre dentro dal primo minuto con Milan, Torino e Cremonese in campionato e con l'Ajax in Champions. Andata e ritorno: sei volte su sette partite, con 4 gol. Cinque se contiamo anche quello di Glasgow da subentrato. Del graffio in corsa è un esperto il Cholito, titolare finora solo in Scozia: con il Liverpool, il Milan, la Cremonese e l'Ajax ad Amsterdam. In due, insomma, hanno prodotto 9 gol. Nove reti quasi equamente distribuite: attacco democratico, quello del Napoli. Attacco micidiale e attaccanti spietati; apertura o chiusura che sia. E poi, beh, c'è lui: Osimhen. Fuori dal primo tempo della notte con il Liverpool e fino al secondo di quella con l'Ajax al Maradona. Quella del ritorno al gol: il terzo dopo quelli con il Verona e il Monza a inizio campionato.

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Settimana clou

La variabile-Osi, insomma, è la più stuzzicante. Per troppi motivi: esplosivo come nessuno, dirompente, straripante. Ma anche destinatario di un messaggio che Spalletti ha spedito mercoledì dopo la quarta vittoria in Champions: vuole più lavoro per la squadra, proprio quello che Jack e Simeone hanno garantito con applicazione. Però gli ha riconosciuto l'attenuante di una condizione ovviamente ancora approssimativa, considerando il periodo trascorso in borghese a lottare contro l'infortunio alla coscia destra. La prossima settimana senza Champions e verso la Roma, insomma, sarà importante per tutti: per il lavoro, per gli attaccanti, per i dubbi. Che in vista dell'Olimpico aumenteranno, altroché. Insieme con il fascino (traditore) dell'abbondanza. 

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