Gli americani vogliono il Napoli: ADL ha detto no a 900 milioni

Fondi e non solo intorno al club azzurro: negli Usa sono rimasti colpiti dalla visione di De Laurentiis. E il primo posto in classifica aumenta l’interesse. Situazione ideale: Champions, piani per il nuovo stadio, grande visibilità
Gli americani vogliono il Napoli: ADL ha detto no a 900 milioni© FOTO MOSCA
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Antonio Giordano
TagsnapoliDe LaurentiisFondi Usa

NAPOLI - Se non sono bastati novecento milioni di euro nel maggio del 2019, chissà quanti ce ne vorranno adesso, con una squadra che sa di favola! Il mercato dei capitali sa dove posare il proprio sguardo, è un universo tecnicamente anaffettivo, e non gliene va fatta neppure una colpa - c’est la vie, direbbero i francesi - e una società così sana, così illuminata, persino adesso così vincente, diventa attrazione fatale : l’America ha provato a dare un’altra sbirciatina, osserva strategicamente con apparente disinteresse e però intanto s’informa, e, adesso che Aurelio De Laurentiis sta a Los Angeles già da un bel po’, risuona nelle orecchie l’eco di quella frase sussurrata al Corriere dello Sport-Stadio nel giorno del settantesimo compleanno («Giorni fa mi si è avvicinato un signore che mi ha detto: “sai, Aurelio, ho la possibilità di presentarti un acquirente che avrebbe intenzione di offrire 900 milioni di euro... . Ho sorriso e gli ho ribadito quello che ho detto ripetutamente: il Napoli non è in vendita). 

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Ma il tempo vola, le situazioni si evolvono e la macro-economia sa come uscire con discrezione allo scoperto: Merger market, portale globale su abbonamento che tratta di fusioni e acquisizioni - una Bibbia per gli addetti ai lavori - ha squarciato un orizzonte ancora opaco però realistico intorno ad un club che s’è rifatto una vita da solo, in diciotto anni, e che adesso che sta lassù ha inevitabilmente calamitato intorno a sé l’interesse di una serie di fondi di investimento internazionali. Le voci corrono e le classifiche anche, però pure i bilanci sono lì a rappresentare un vissuto calcistico e soprattutto economico da prendere come modello o semplicemente da analizzare con partecipazione: i pretendenti non mancano, ovviamente, e negli States il sospetto che tra un anno possa nascere qualcosa, fosse anche una prima decisa mossa di avvicinamento, viene ritenuta più possibile che probabile. «Per evitare che De Laurentiis intraprenda un’asta formale». Il viaggio di Adl in California, con fissa dimora nella sua villa di Los Angeles, è anche diventato un indizio, ch’è andato arricchendosi di dettagli su appuntamenti fissati esclusivamente per ascoltare i potenziali corteggiatori - con le loro offerte - di una società che non viene ritenuta sul mercato: la priorità assoluta, l’unico stuzzicante pensiero ricorrente, è il campionato, con quel sogno che resta sospeso nell’aria, senza che nessuno lo nomini, né a Castel Volturno né alla Borsa del football internazionale. 

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I binari

C’è un calcio che viaggia a velocità supersonica, ch’è diventato l’epicentro di interessi dei Fondi - e non solo - e il Napoli, oltre Oceano, viene anche tratteggiato come un club con una “vision” futurista, intenzionato «a costruire un nuovo stadio», ad annusare proposte de i private equity internazionali per «stimolare ulteriormente lo sviluppo del marchio» con una «distribuzione più ampia» e attraverso la ricerca di nuove sponsorizzazioni.

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Primo: sognare

Il posto di leader in campionato, la qualificazione in Champions ottenuta con risultati eclatanti, la capacità di innovarsi tecnicamente, aprendosi anche a rivoluzioni coraggiose, hanno avuto un ruolo in questa escalation che sta facendo rumore nel modo economico americano e «guardando le prestazioni di quest'anno, il Napoli si trova in una situazione ideale per essere venduto, con una valutazione che aumenterebbe». De Laurentiis (ovviamente) non parla e ha lasciato che le sollecitazioni restino lì, tra le stelle e le strisce... 

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