Tensione in Lega: la sfuriata di De Laurentiis

Assemblea movimentata in Via Rosellini: il presidente del Napoli contro tutti se ne va prima dell'inizio dei lavori, seguito dai rappresentanti di altri sei club
Tensione in Lega: la sfuriata di De Laurentiis© ANSA
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Mentre le grandi potenze del calcio internazionale si confrontano in Qatar, il mondo del pallone italiano è alle prese con i più o meno consueti litigi interni legati di sfondo politico. Nella giornata di martedì 22 novembre, infatti, presso la sede della Lega Serie A in Via Rosellini a Milano si è svolta un’infuocata assemblea, caratterizzata dal fuoriprogramma dell’abbandono dei rappresentanti di sette società prima ancora dell’inizio dei lavori.

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De Laurentiis, sfogo in Lega: e l'Assemblea si svuota

La riunione, che già era stata disertata dal Torino, è stata infatti abbandonata dai dirigenti di Napoli, Roma, Juventus, Inter, Milan, Fiorentina e Monza, che hanno lasciato l’assemblea dopo essersi regolarmente presentati. La causa sarebbe legata a una sfuriata di cui è stato protagonista il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis prima dell’inizio, motivata dall’eterna divisione che si respira in Lega oltre che da motivazioni tecnico-regolamentari, in particolare alla composizione troppo “snella” del consiglio, formato allo stato attuale da soli quattro elementi.

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De Laurentiis ha poi lasciato l’assemblea, imitato dai dirigenti degli altri club menzionati a causa del clima troppo teso che si era creato. Con 12 società presenti, ovvero il numero minimo, l’assemblea, che tra i punti all’ordine del giorno aveva l’elezione del consigliere che dovrà prendere il posto del presidente del Cagliari Tommaso Giulini, decaduto dopo la retrocessione in B dei sardi, ha comunque preso il via, anche se in notevole ritardo rispetto all’orario previsto delle 14:15. Alla fine, però, ne è uscito un nulla di fatto. Il presidente di Lega Lorenzo Casini ha ricostruito così i fatti: “All’inizio dell’assemblea sette squadre hanno scelto di esercitare un loro diritto, quello di non partecipare all’assemblea, creando incertezza anche perché abbiamo dovuto verificare che ci fosse il numero legale. I motivi che hanno portato le squadre a non partecipare era il non aver raggiunto un’intesa su alcune questioni all’ordine del giorno, in particolare l’elezione del consigliere. Io ho il dovere di far funzionare lo statuto; i club presenti hanno votato scegliendo di rinviare l'elezione del consigliere ad una prossima assemblea da convocare prima del 5 dicembre".

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