Lazio-Napoli, Conte pensa alla difesa a tre: davanti Raspadori con Lukaku

È il modulo con cui ha vinto tanto in passato. Di Lorenzo agirà a destra, Politano dirottato a sinistra , Raspadori e Lukaku in attacco
Fabio Mandarini
4 min

Di necessità virtù e memoria storica. Nel primo momento di autentica difficoltà, con gli uomini contati e una voragine a sinistra per un’incredibile serie ravvicinata di coltellate della malasorte, Antonio attinge da Conte: senza Olivera, Spinazzola e soprattutto Neres è possibile la virata al 3-5-2 in vista della partita in programma sabato alle 18 all’Olimpico con la Lazio. Un marchio registrato, un pezzo del Dna del passato (vincente) di un allenatore che gioca con i moduli e i numeri, plasmando la linea difensiva e l’attacco a immagine e somiglianza di momenti e necessità. La prima mossa accreditata: Raspadori al fianco di Lukaku modello Inter 2019-2021, replicando con le dovute proporzioni legate a epoche e uomini la coppia Lautaro-Rom. Giusto un riferimento, tanto per capirci. Una novità assoluta per il Napoli di Conte: fino alla quinta giornata con la Juve, e dunque dal momento del passaggio alla difesa a quattro e al cambio modulo per favorire l’ingresso nel sistema e l’impatto di McTominay, la squadra ha giocato con il 3-4-2-1. Senza il tridente e i trequartisti, insomma, Jack farà l’attaccante puro, la seconda punta a sostegno di Romelu: teoricamente dovrebbero trarre giovamento sia lui, che per attitudini e ispirazione preferisce agire in questo ruolo se non da centravanti, sia Lukaku, sicuramente più abituato a muoversi con un partner al suo fianco.

Il tandem

Il sostituto numerico di Neres, insomma, sarà Raspadori: lui e non Okafor, molto indietro dal punto di vista fisico. Jack e non Ngonge, più esterno e soprattutto incline a partire da destra a piede invertito. Per lui sarà la terza presenza da titolare in campionato dopo quelle con il Bologna e il Parma il 31 agosto, la sesta contando anche la Coppa Italia. L’ultima in assoluto, proprio all’Olimpico con la Lazio in coppa, da mezzala. Era il 5 dicembre. Dall’epoca, l’unica gioia è stata il gol al Venezia, decisivo, entrando in corsa. L’unico finora. Nella sostanza, comunque, è proprio il tandem offensivo la mossa diciamo più innovativa verso la sfida dell’Olimpico, considerando che i movimenti della difesa a tre/cinque sono stati registrati e mandati giù a memoria sin dai ritiri estivi e fino alle prime quattro giornate di campionato. Compresi i trentaduesimi di Coppa contro il Modena.

La linea

Gli interpreti, però, dovrebbero essere differenti rispetto al prologo della stagione: la prima versione è stata con Di Lorenzo-Rrahmani-Buongiorno nel tris, Mazzocchi a destra e uno tra Spinazzola e Olivera a sinistra. Con la Lazio, invece, i marcatori davanti a Meret saranno Rrahmani, il rientrante Buongiorno e il confermato Juan Jesus, a dicembre passato in un lampo - e meritatamente - dalla lista dei partenti a quella dei titolari; con Di Lorenzo a destra e Politano dirottato a sinistra a recitare a tutta fascia (fuori Mazzocchi rispetto all’Udinese), come ha dimostrato di saper fare sull’altro e abituale versante in un certo periodo del campionato. Il blocco di centrocampo sarà il solito: Anguissa, Lobotka e McTominay, una filastrocca che non cambia a prescindere dal sistema.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di