Neres può giocare contro l'Inter? Oggi la risposta dei test del Napoli

Fuori col Verona per l’infortunio alla caviglia sinistra: Conte punta su di lui per ricominciare la corsa scudetto
Fabio Mandarini

Neres a San Siro non è ancora una certezza, ma è una possibilità. Il Napoli che si appresta a cominciare la preparazione dello scontro scudetto di domenica con l’Inter, da oggi inizierà a valutare con maggiore realismo anche le possibilità di poter recuperare il suo uomo immagine dell’ultimo periodo. La fantasia al potere, la variabile tattica che insieme con Elmas, Hojlund, Politano e Spinazzola è riuscito a cambiare il volto della produzione offensiva nel mini ciclo di quattro vittorie consecutive collezionate dalla Supercoppa alla Lazio. Poi, lacrime brasiliane per l’infortunio rimediato all’Olimpico e lacrime napoletane con il Verona, la prima partita affrontata senza David da Riyadh in poi e, caso strano, anche la prima stecca di un crescendo rossiniano. Capita, tutto normale e a un certo punto forse anche inevitabile alla luce delle condizioni della squadra: oltre a lui, fermato da una distorsione alla caviglia sinistra che per sua fortuna non è stata accompagnata da lesioni, contro l’Hellas mancavano altri otto elementi tra infortunati (Anguissa, Beukema, De Bruyne, Gilmour), affaticati (Ambrosino e Vergara), ritardi atletici (Lukaku) e squalifiche (Mazzocchi). E in un attimo tutto diventa chiaro: allo stato attuale, l’assenza di Neres assume un peso specifico enorme. Decisivo.

Napoli, secondo Antonio Conte

Normalmente, considerando il tipo d’infortunio, tutto è legato soprattutto alle sensazioni del giocatore nel calcio, nella corsa, nei cambi di direzione: l’assenza di complicazioni gravi è stata già un grande risultato per lui e per il Napoli, soprattutto perché a caldo il timore di uno stop più lungo era tangibile, ma prima di dare il via libera al suo rientro occorrono risposte pratiche. Dopo la partita con il Verona, nel corso delle interviste, Conte è stato piuttosto possibilista, ma ora tocca a Neres raccogliere segnali positivi e poi rilanciarli. E una volta analizzato il quadro con allenatore e staff, bisognerà eventualmente decidere le modalità d’impiego. Se dall’inizio, come da manuale dell’ottimismo, o se a partita in corso. Il primo obiettivo è ritrovarlo.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Napoli

Napoli, le modalità

Nella migliore delle ipotesi, Conte ripristinerà al volo il tandem di trequartisti alle spalle di Hojlund, riportando Elmas a sinistra e restituendo la casella di destra a Neres. Altrimenti, beh, si vedrà. Anche perché Beukema è fuori da un po’ e rimodulare il tris di centrali avanzando Di Lorenzo, o magari mixando i due mancini Juan Jesus e Buongiorno insieme con Rrahmani, potrebbe rappresentare un azzardo. Per la cronaca: rientrerà dalla squalifica Mazzocchi, molto positivo contro la Lazio prima di inciampare nel litigio con Marusic costato a entrambi il cartellino rosso. Cose di campo. Oggi, insomma, per la composizione della formazione anti Inter sembra già un giorno chiave, il primo di preparazione tecnico-tattica verso la partita ma paradossalmente già il penultimo prima della partenza per Milano, in programma domani dopo la rifinitura. Con le idee più chiare e magari un Neres in più tra i convocati. Mica uno qualsiasi: 6 gol e un assist dal 22 novembre, l’idea di un dominio costante negli uno contro uno, la capacità di saltare l’uomo e di attirare gli avversari per creare spazio vitale agli affondi di Hojlund e agli agguati degli esterni. Tutto in un solo uomo. Speciale, evidentemente.

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Neres a San Siro non è ancora una certezza, ma è una possibilità. Il Napoli che si appresta a cominciare la preparazione dello scontro scudetto di domenica con l’Inter, da oggi inizierà a valutare con maggiore realismo anche le possibilità di poter recuperare il suo uomo immagine dell’ultimo periodo. La fantasia al potere, la variabile tattica che insieme con Elmas, Hojlund, Politano e Spinazzola è riuscito a cambiare il volto della produzione offensiva nel mini ciclo di quattro vittorie consecutive collezionate dalla Supercoppa alla Lazio. Poi, lacrime brasiliane per l’infortunio rimediato all’Olimpico e lacrime napoletane con il Verona, la prima partita affrontata senza David da Riyadh in poi e, caso strano, anche la prima stecca di un crescendo rossiniano. Capita, tutto normale e a un certo punto forse anche inevitabile alla luce delle condizioni della squadra: oltre a lui, fermato da una distorsione alla caviglia sinistra che per sua fortuna non è stata accompagnata da lesioni, contro l’Hellas mancavano altri otto elementi tra infortunati (Anguissa, Beukema, De Bruyne, Gilmour), affaticati (Ambrosino e Vergara), ritardi atletici (Lukaku) e squalifiche (Mazzocchi). E in un attimo tutto diventa chiaro: allo stato attuale, l’assenza di Neres assume un peso specifico enorme. Decisivo.

Napoli, secondo Antonio Conte

Normalmente, considerando il tipo d’infortunio, tutto è legato soprattutto alle sensazioni del giocatore nel calcio, nella corsa, nei cambi di direzione: l’assenza di complicazioni gravi è stata già un grande risultato per lui e per il Napoli, soprattutto perché a caldo il timore di uno stop più lungo era tangibile, ma prima di dare il via libera al suo rientro occorrono risposte pratiche. Dopo la partita con il Verona, nel corso delle interviste, Conte è stato piuttosto possibilista, ma ora tocca a Neres raccogliere segnali positivi e poi rilanciarli. E una volta analizzato il quadro con allenatore e staff, bisognerà eventualmente decidere le modalità d’impiego. Se dall’inizio, come da manuale dell’ottimismo, o se a partita in corso. Il primo obiettivo è ritrovarlo.


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