Conte in silenzio e senza Neres: la lunga notte della verità del Napoli

L’appuntamento odierno contro l’Inter rappresenta un incrocio decisivo, il brasiliano non recupera per la sfida con i nerazzurri
Fabio Mandarini
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MILANO - A riempire il vuoto del silenzio di Conte alla vigilia del secondo ritorno a San Siro da avversario, e della quarta sfida in totale dopo il biennio 2019-2021 da allenatore dell’Inter, è il rumore assordante dell’assenza di Neres. Non una sorpresa, a dire il vero: l’esito del provino di venerdì era già stato negativo e David ha continuato ad avvertire dolore anche ieri. Assenza pesantissima, la peggiore possibile considerando la situazione: il Napoli è reduce dal passo falso in casa contro il Verona, un pareggio che ha spedito l’Inter a +4 in classifica, e senza l’unico uomo in grado di aumentare il tasso di fantasia e imprevedibilità della squadra dovrà impedirne la fuga a +7. Guarda caso il numero di maglia del brasiliano: servirebbe un numerologo per interpretare il tutto. Per capire cosa invece mancherà al gioco è presto detto: un produttore di dribbling, assist e gol. Il vero partner d’attacco di Hojlund in un deserto svuotato dalla situazione di Lucca, in uscita, e dalla bocciatura di Lang. Notevole: teoricamente, per l’impatto offensivo potenziale, sarebbe stato lui il sostituto ideale di Neres nei meccanismi tattici, ma la scelta di Conte non ammette repliche.

Napoli, Conte non parla

Il signor Antonio, dicevamo, non ha parlato. Un’altra vigilia di assoluta concentrazione, condita però dalla gratificazione delle parole di Chivu: «Stimo Conte, è un vincente, sono giovane e ho tanto da imparare da lui». Un attestato forte e sincero, conoscendo il mood senza filtri del tecnico dell’Inter, ma anche distensivo in un clima caratterizzato sin dalla scorsa stagione dalle polemiche a distanza. Molto recente l’ultima: dopo il discorso pronunciato da Conte il 28 dicembre a Cremona sulle differenze strutturali, di storia e ricavi tra il Napoli, le milanesi e la Juve. I top club. Marotta aveva risposto così: «Conte sa distrarre l’attenzione e la comunicazione: il favorito allo scudetto è nettamente il Napoli». All’epoca l’Inter aveva 2 punti in più, mentre ora gli azzurri sono a -4 e in emergenza totale. Chivu, invece, s’era limitato a dire: «Non m’interessa quello che dice Conte». Una virgola prima del punto di ieri in calce a una tensione nata al Tardini il 18 maggio 2025, nel corso di un Parma-Napoli thrilling: Cristian lottava per la salvezza alla guida dei gialloblù e Antonio inseguiva lo scudetto. Serata folle, tra l’Emilia e San Siro, dove in parallelo l’Inter sfidava la Lazio: il clima tra le panchine si riscaldò tremendamente e i due allenatori furono espulsi. Il 25 ottobre, durante l’andata al Maradona, scoppiò un battibecco tra Lautaro e Conte - un bis che richiamò i tempi interisti - e poi Marotta contestò il rigore dato al Napoli. Chivu non aggiunse altro e ieri ha chiuso il cerchio: qua la mano.

Napoli, a San Siro è decisiva

Ma la trappola resta: la partita di San Siro indirizzerà inevitabilmente il destino dello scudetto e a rischiare più di tutti è ovviamente il Napoli: ieri è stato momentaneamente scavalcato dalla Roma al terzo posto (-1) e nella peggiore delle ipotesi rischia di scivolare a -7 dall’Inter, di ritrovarsi a -4 dal Milan (impegnato a Firenze) e addirittura quinto se la Juve batterà la Cremonese e aggancerà la Roma. Difficile credere che oggi non sia decisiva per il Napoli: una notte verità per i campioni in carica. Forse lo avrebbe detto anche Conte.  


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