Napoli, la maledizione infortuni e il tesoro Vergaraskhelia
Un sorriso amaro. Il ritorno alla vittoria, ma un altro tremendo infortunio. L’ennesimo grave, quello di Di Lorenzo, che fa infuriare Conte e lo porta a un duro sfogo dopo la partita contro la deriva del calcio moderno, fatto di calendari folli e di ritmi assurdi. E di calciatori ormai senza nessuna tutela. Quello che sta succedendo agli azzurri quest’anno ha dell’incredibile, ha superato ogni possibile previsione, ha stravolto programmi, strategie e obiettivi. Ha avuto l’effetto di un tornado. La stagione di Di Lorenzo è già finita e crea un altro buco tremendo nella rosa. Il Napoli era stato costruito per affrontare quattro competizioni con almeno un’alternativa in ogni ruolo. L’allenatore doveva avere la possibilità di ruotare gli uomini senza che il livello tecnico si abbassasse. Ma da Ferragosto in avanti è stata un’ecatombe: da Lukaku in poi una serie di problemi impressionanti, Conte non ha mai avuto a disposizione tutti i giocatori. Per questo è stato messo anche sul banco degli imputati, ma chi dà solo a lui e ai suoi metodi di lavoro le colpe di tutti gli infortuni stagionali dovrebbe prima documentarsi su quello che succede anche in tanti club europei.
L’emergenza continua e costante ha complicato anche l’inserimento dei nuovi e le rotazioni, ma almeno ha dato la possibilità di valorizzare un grande talento di casa, Antonio Vergara. Due gol in quattro giorni al Maradona probabilmente li sognava da quando è entrato nel settore giovanile azzurro, a 8 anni. Prima la magia con il Chelsea, poi il bis di ieri con la Fiorentina. Nella sua corsa sotto la Curva B c’è tutta la gioia di un ragazzo di Frattamaggiore che festeggia davanti alla sua gente. Un tesoro valorizzato anche grazie alla fiducia che gli ha dato Conte, prima nel volerlo tenere in rosa e poi dandogli l’occasione di dimostrare le sue qualità. Una chance che “Vergaraskhelia”, come lo hanno ribattezzato, ha sfruttato in pieno, ci ha messo entusiasmo, voglia e anche tanta cazzimma. La stessa che finalmente ha fatto venir fuori Gutierrez, che ha dimostrato perché Conte ha insistito tanto su di lui sulla destra a piede invertito. Quando è rientrato sul sinistro e ha pescato il jolly con un tiro a giro sul palo lontano è corso verso la panchina ad abbracciare l’allenatore. Evidentemente era un movimento che Conte gli aveva più volte suggerito.
La firma sulla vittoria l’ha messa anche Meret, uno dei migliori in campo, con due parate mostruose in pochi secondi e anche l’assist per il vantaggio di Vergara. Era stato ingiustamente criticato per i sei gol presi in due partite contro Chelsea e Juve, ha risposto in campo con i fatti. E con l’esperienza del portiere che ha vinto due scudetti da protagonista negli ultimi tre anni. Un tricolore che il Napoli non vuole ancora scucirsi dal petto, almeno finché non lo dirà l’aritmetica. L’eliminazione dalla Champions dà ora la possibilità di avere più tempo per concentrarsi sul campionato e sulla Coppa Italia. Il problema principale resta, però, lo stesso: la rosa è decimata e finché non rientrerà nessuno sarà sempre complicato. Una mano potrebbe darla il mercato: in queste ultime 48 ore non serve più solo un esterno di attacco, ma andrebbe anche sostituito numericamente Di Lorenzo.
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