Napoli, Vergara: "Conte mi ha migliorato, a inizio anno mi disse..."

Il 23enne racconta le emozioni dei primi gol in azzurro e svela un retroscena legato al tecnico

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Pubblicato il 05.02.2026, 13:55

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"Dedicare il primo gol? Non ci ho pensato, ero solo felice. Il primo gol con il Chelsea è stato inaspettato anche per me, dalle foto si vede che la mia faccia era incredula. Il secondo gol, quello con la Fiorentina, invece lo dedico a tutto lo stadio e a coloro che erano lì ad esultare con me: è stato più bello anche perché abbiamo vinto". Sono le parole di Antonio Vergara, sotto i riflettori dopo il gol in Champions League e quello in Serie A, i suoi primi con la maglia del Napoli. Conte gli ha dato spazio in un momento della stagione di grande difficoltà a causa dei numerosi infortuni, e Vergara l'ha ripagato al massimo. "Il mio idolo è sempre stato Messi, ma quando mi sono fatto più grande ed andavo a fare gli allenamenti in prima squadra con il Napoli mi è sempre piaciuto Piotr Zielinski. Era bello da vedere: faceva uno stop di tacco a seguire che si conosceva a memoria, ma riusciva comunque a sfuggire agli avversari. Un giocatore molto forte. In questi anni ho sempre giocato sulla trequarti, mi sono sempre trovato bene ed è dove riesco, secondo me, ad esprimermi al meglio: poi ho giocato mezzala, quinto, esterno, ho fatto un po' tutto", ha spiegato a Radio CRC.

Vergara: "Conte mi ha migliorato"

"Mi sento sicuramente migliorato allenandomi con Conte, ma ho sempre giocato dando una mano tatticamente alla squadra. Noi lavoriamo tanto su quello che dobbiamo fare sotto il punto di vista tattico, davvero tanto. Il mister ci chiede di aiutarci l'uno con l'altro ed io cerco di farlo: se il mister mi chiede di raddoppiare, ci provo. Fuori dal campo mi frequentavo molto con Marianucci, Ambrosino, con cui sono cresciuto, ci conosciamo da 15 anni, e Lucca. Ho un ottimo rapporto anche con Mazzocchi, Spinazzola, Contini, Savic, Di Lorenzo... siamo un ottimo gruppo. Dal punto di vista tattico ho più affinità con il capitano: per fortuna l'infortunio non è così grave come pensavamo".

La maglia del Napoli, Insigne e McTominay

"Il peso della maglia azzurra? Io non lo sento, perché è come se ogni volta che indossassi questa maglia, la indossassero con me altre migliaia di persone: quindi il peso si divide. È come se giocassi per la mia gente, quindi non lo sento. Insigne? Siamo compaesani, ma l'ho incontrato poche volte. La prima volta è stato quando giocava ancora a Pescara, era finito il campionato ed io andai a casa sua per farmi una foto. Poi sono andato a fare qualche allenamento in prima squadra. Come parliamo nello spogliatoio? In realtà i ragazzi stranieri capiscono l'italiano: anche McTominay, ad esempio, che non parla la nostra lingua, la capisce abbastanza bene. Io parlo italiano e lui mi capisce, lui parla in inglese ed io lo capisco".