Napoli, Vergara: "Conte mi ha migliorato, a inizio anno mi disse..."
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Vergara: "Essere Napoli è come la scuola"
"Non è nelle mie corde battere le punizioni dal limite, però a fine allenamento mi metto: ne provo a volte 10, a volte 15. Non sarà ora, a 23 anni, ma magari a 29 anni le saprò battere. Questo momento della mia carriera lo vivo molto serenamente, non percepisco il peso di un 'treno della svolta'. È una fase della mia crescita e del mio percorso. Ad un bambino che ama il calcio e vuole fare questo percorso consiglio di divertirsi sempre e di viverla in maniera spensierata: se basa il suo calcio sul divertimento, già è a metà dell'opera. Per me essere in questa squadra con giocatori di grande talento, allenato da Conte, è come essere al banco a scuola. Loro mi insegnano e io cerco di apprendere il più possibile".
Quel consiglio di Conte
"Un consiglio di Conte? All'inizio dell'anno mi disse 'Antò sei bravo, ma devi restare sempre con la testa attaccata, perché ogni tanto la stacchi'. Mi aiuta soprattutto per quanto riguarda l'aspetto mentale e di concentrazione e a migliorare negli aspetti che ci sono da migliorare. La famiglia per me è importantissima: puoi essere forte quanto vuoi, ma devi avere una persona di cui fidarti e che ti vuole bene. Napoli penso che sia la città più bella del mondo. Il calore del tifo è un aspetto bellissimo per chi vive di calcio: spesso ne parlo con McTominay, che non era abituato, e ricorda quando è arrivato a Capodichino. Il Maradona è veramente il 12esimo in campo per noi: si sente, davvero. Un messaggio ai tifosi? Veniteci a supportare soprattutto allo stadio, perché fate la differenza".
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