Gutierrez è il futuro, ecco come ha conquistato Conte
Miguel Gutierrez, uno dei giocatori con meno copertine, è insieme con Elmas e Hojlund il miglior acquisto del mercato estivo. Ha motore e personalità, si adatta, e ha un sinistro capace di cross perfetti come quello regalato a Beukema a Bergamo e di giri taglienti come quello sulla pelle viola della Fiorentina. In verità, il Napoli avrebbe potuto anche celebrarne il destro del momentaneo 0-2 con la Dea, ma Chiffi ha annullato per l’inesistente fallo di Hojlund su Hien e arrivederci. Adios, più consono al personaggio, madrileno doc e prodotto della cantera del Real. Finanche campione d’Europa con i Blancos nel 2021-2022, allenatore Ancelotti: una presenza per lui, contro lo Sheriff, e la beffa di non partecipare alla notte della gloria per un infortunio precedente. Ma nel palmares resta. Come restano le prestazioni che, dopo aver recuperato dall’infortunio e dall’intervento alla caviglia destra eseguito alla fine della stagione precedente, ha cominciato a collezionare dimostrando stoffa. Applicazione, duttilità: la fascia sinistra è il suo habitat naturale, ma da Copenaghen in poi ne ha collezionate un po’ a destra per necessità. A piede invertito, come piace a Conte. Un esterno bipartisan.
Più forte
Guti è uno che non fa differenza: gioca dove lo metti, lo ha dimostrato. Certo, ognuno ha preferenze personali e rende anche meglio dove si sente a casa, ma l’importante è continuare a dimostrare di essere un’intuizione giusta. Se Lang e Lucca sono andati via a gennaio per non aver mai convinto a pieno l’allenatore, lui ha sempre tirato dritto. A un certo punto è anche caduto, vittima di una distorsione a una caviglia rimediata alla vigilia della trasferta con la Roma all’Olimpico, proprio nel momento in cui stava accelerando e a conquistando spazio, ma poi s’è rimesso a combattere. E ha corso più forte. E sono arrivate le prime soddisfazioni: 24 presenze finora nonostante la partenza a handicap (16 in Serie A, 5 in Champions, 2 in Supercoppa e una in Coppa Italia); un gol e un assist. Entrambi in campionato.
Made in Real
Acquistato dal Girona per 18 milioni di euro più altri 2 di bonus, Gutierrez è il presente ma anche il futuro: ha 24 anni e ne compirà 25 il prossimo 27 luglio. È un patrimonio della società, un jolly che anche a Bergamo ha dimostrato di saper incidere giustificando il lungo inseguimento andato in scena in estate. Grandi chiacchierate e trattative estenuanti con il Girona e il suo agente, Manuel Garcia Quilon, un passato di rapporto consolidati con il Napoli da Benitez e Reina, ad Albiol e Callejon. Storie vecchie e storie nuove che si intrecciano. E sempre spagnole, con il blanco del Real sullo sfondo colorato d’azzurro. Gutierrez è un uomo di campo, uno sportivo vero, informale: sempre in tuta quando c’è da lavorare, andata e ritorno a Castel Volturno senza fronzoli, senza esibire look ricercati o vezzi. Giusto un pizzo di barba sul mento che viene e che va, un po’ come fa lui sulla fascia. Guti è una risorsa e in ottica Champions, maratona e lotta, sarà ancora prezioso. Un passo alla volta, comunque, nel suo stile: la prossima è con l’Hellas a Verona, sabato al Bentegodi, la prima di quattro tappe da trasformare in punti. Lui c’è: tuta azzurra, motore acceso.
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