Napoli, i nuovi mostri di Conte: Alisson Santos, Elmas e Gilmour stanno orientando la corsa Champions

Napoli, i nuovi mostri di Conte: Alisson Santos, Elmas e Gilmour stanno orientando la corsa Champions

I gol di Ali, la regia di Billy e il trasformismo di Elif si stanno rivelando grandi valori aggiunti in un momento cruciale della stagione
Fabio Mandarini
3 min

Tra un infortunio eccellente e l’altro , e dopo la mezza rivoluzione offensiva andata in scena a gennaio, il Napoli ha scoperto o riscoperto una serie di facce da copertina. Gente di valore, vecchi amici e nuovi alleati che stanno alimentando e orientando la folle corsa verso la Champions: Alisson Santos, Elif Elmas, Billy Gilmour. Un brasiliano, un macedone, uno scozzese. Due ragazzi acquistati in prestito con diritto di riscatto e un altro che invece è un giovane patrimonio del club, pronto tra l’altro al primo Mondiale con la Scozia a giugno, insieme con McTominay. Ma questa è un’altra storia. Quella da titolo l’ha scritta Conte venerdì sera, dopo la vittoria contro il Torino firmata proprio da Ali ed Elif, gli autori dei gol, con la regia di Billy, l’ottimo sostituto di Lobotka. Uno abituato a vivere serate serie o serissime, non una novità ma una certezza che in linea con i Fab ha dovuto saltare un bel po’ di partite a causa di un intervento per risolvere la pubalgia: 23, una meno di Anguissa, uscendo di squadra nel bel mezzo della partita con il Como dell’1 novembre 2025 e rientrando il 15 febbraio contro la Roma, dalla panchina. Il primo squillo: fu decisivo nella costruzione del pareggio di Alisson, due gol in quattro partite di campionato più una in Coppa Italia, cioè più di quanto è riuscito a mettere insieme Lang in 27 presenze (un gol). Coincidenza? Forse, ma anche la capacità di cogliere l’attimo e di adattarsi. Un verbo che Elmas coniuga a memoria, a occhi chiusi: regista proprio contro il Como dopo l’uscita di Gilmour, poi trequartista di destra e sinistra, poi mediano. Poi beatificato: «Sant’Elmas merita una statua», ha detto Conte venerdì. E così sia.

I riscatti

Elif è un trasformista, un jolly riacquistato come tale dal Lipsia in un momento di rivisitazione estiva delle strategie e dopo una stagione e mezza d’assenza: ha vinto lo scudetto 2023 da dodicesimo d’oro della rosa, «è la luce dei miei occhi», diceva Spalletti, e poi a gennaio 2024 è andato in Germania. Salvo poi rientrare in Italia, in prestito al Toro, un anno dopo. In estate il Torino lo avrebbe voluto ancora, ma il Napoli ci ha pensato e ha prevalso il cuore azzurro di Elif: la festa dopo il primo gol della stagione (da ex) che ha fatto esultare anche Conte è l’istantanea dell’amore. Ed è un premio meritato. Ne sta raccogliendo anche Alisson, il velocista, il dribblomane e anche l’uomo dei tiri importanti: il primo con la Roma, 2-2; l’altro con il Toro, 1-0. Percentuale eccellente, per uno che in sei mesi con lo Sporting non era mai partito titolare in campionato. Elmas e Alisson hanno completato i rispettivi riscatti personali: ora spetta al Napoli decidere se investire per riscattarli sul serio (entrambi intorno ai 17 milioni).

In blues

Conte li ha applauditi e ha fatto la stessa cosa anche con Gilmour, alla prima da titolare dopo quattro mesi: «Ha giocato una partita magistrale», ha detto. Lo ha voluto lui, ne ricordava le capacità intraviste all’epoca del Chelsea, quando Billy era un ragazzino. Un giovane prof.


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