Il primo gol, il sogno Napoli e l'impatto del Maradona: Alisson Santos si racconta

Il giovane brasiliano rivive le emozioni della rete segnata alla Roma: l'abbraccio dei compagni, l'urlo dei tifosi e un desiderio da esaudire

In un'intervista pubblicata sui canali social del Napoli, il giovane brasiliano Alisson Santos, approdato a gennaio alla corte di Antonio Conte, ha raccontato con tutta la genuinità dei suoi 23 anni le incredibili emozioni provate in occasione del suo primo gol con la maglia azzurra al Maradona, nel big-match contro la Roma.

Alisson e il gol alla Roma: "Mi sono sentito sulla luna"

"Ciao a tutti sono qui per raccontarvi il mio primo gol nella partita con la Roma. In questa azione mi sono spostato leggermente dentro il campo, perché i difensori mi avevano lasciato quello spazio, Giovani mi ha visto e mi ha servito alla perfezione, ricordo che ho controllato il passaggio con il sinistro e mi sono liberato al tiro con il destro e che il pallone è finito in rete". Così Alisson ripercorre con lucidità gli attimi prima di abbandonarsi alle emozioni: "In quel momento mi sono sentito sulla luna, perché sapevo che mia madre, mio fratello ed i miei agenti erano presenti in tribuna per vedermi giocare e sostenermi nella mia prima partita allo Stadio Maradona, e perché avevo appena segnato ad una grande squadra in un big-match, permettendo al Napoli di fare un bel passo avanti in classifica".

 

 

L'urlo del Maradona

"Poi è incredibile quello che ho provato quando lo speaker ha detto il mio nome e tutti i tifosi lo hanno ripetuto urlando, in un'atmosfera magnifica. Ho pensato che quello era il momento in cui si stava realizzando il mio sogno, quello di giocare a calcio per un grande club come il Napoli e segnando una rete nello stadio intitolato ad Armando Maradona. Spero che sia stato il primo di tanti gol e che io possa continuare a contribuire a raggiungere gli obiettivi della squadra".


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Napoli

Dinho, Neymar e un desiderio da esaudire

"Ad ispirarmi nel calcio sono stati Ronaldinho e Neymar, che giocavano più o meno nella mia stessa posizione. Ero piccolo quando guardavo i loro viedo e come se fossi allo specchio tentavo di imitarli in campo, nelle loro giocate migliori. Ma soprattutto mi hanno insegnato a scendere in campo sempre con il sorriso, come facevano loro". Un sogno è stato realizzato, ma Alisson ne ha uno ancora più grande: "Il mio sogno da bambino? L'ho già detto, diventare un calciatore professionista ed è diventato realtà. Ovviamente spero di raggiungere grandi traguardi nella mia carriera e di giocare in squadre importanti come il Napoli. Ma so che per ottenere questi obiettivi dovrò lavorare sodo. L'altro grande sogno che spero possa realizzarsi è quello di giocare per il Brasile, so che nulla è impossibile e che un giorno possa indossare la maglia della Seleçao".

 

 

Napoletani 'brasiliani'

"Il trasferimento dallo Sporting al Napoli è stato molto faticoso... sembrava non dovesse mai arrivare, ma alla fine sono stato accolto alla grande dal club e dalla città. I napoletani sono molto simili ai brasiliani e io mi sono sentito a casa dal primo momento".

 

 


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In un'intervista pubblicata sui canali social del Napoli, il giovane brasiliano Alisson Santos, approdato a gennaio alla corte di Antonio Conte, ha raccontato con tutta la genuinità dei suoi 23 anni le incredibili emozioni provate in occasione del suo primo gol con la maglia azzurra al Maradona, nel big-match contro la Roma.

Alisson e il gol alla Roma: "Mi sono sentito sulla luna"

"Ciao a tutti sono qui per raccontarvi il mio primo gol nella partita con la Roma. In questa azione mi sono spostato leggermente dentro il campo, perché i difensori mi avevano lasciato quello spazio, Giovani mi ha visto e mi ha servito alla perfezione, ricordo che ho controllato il passaggio con il sinistro e mi sono liberato al tiro con il destro e che il pallone è finito in rete". Così Alisson ripercorre con lucidità gli attimi prima di abbandonarsi alle emozioni: "In quel momento mi sono sentito sulla luna, perché sapevo che mia madre, mio fratello ed i miei agenti erano presenti in tribuna per vedermi giocare e sostenermi nella mia prima partita allo Stadio Maradona, e perché avevo appena segnato ad una grande squadra in un big-match, permettendo al Napoli di fare un bel passo avanti in classifica".

 

 

L'urlo del Maradona

"Poi è incredibile quello che ho provato quando lo speaker ha detto il mio nome e tutti i tifosi lo hanno ripetuto urlando, in un'atmosfera magnifica. Ho pensato che quello era il momento in cui si stava realizzando il mio sogno, quello di giocare a calcio per un grande club come il Napoli e segnando una rete nello stadio intitolato ad Armando Maradona. Spero che sia stato il primo di tanti gol e che io possa continuare a contribuire a raggiungere gli obiettivi della squadra".


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