Uragano McTominay, i numeri raccontano il suo impatto devastante sul Napoli. E gli manca un gol per…
Flash McTominay l’ha fatto ancora con la Cremonese: un gol entro il terzo minuto di gioco, il secondo dopo quello al Cagliari. Nessuno in Serie A come lui e Lautaro Martinez, a sua volta autore di reti lampo contro Lazio e Roma. Venerdì, alla prima partita da titolare a centrocampo dopo cinque da trequartista con i quattro Fab in campo, ha travolto tutto e tutti sin dal primo pallone. Il tornado Scott, effetto impressionante e conseguenze devastanti: la prima occasione dopo un minuto e 24’’, l’1-0 dopo 2 minuti e 23’’, un parziale di quattro tiri già all’8’ e un totale di 10 conclusioni al 90’, di cui 5 nello specchio. In mezzo anche un calcio di rigore tirato (maluccio davvero) e parato da Audero. Una volta tanto, un record negativo: era il suo primo tentativo dal dischetto nei cinque campionati top d’Europa.
All'italiana
Beh, anche se a volte sembra un androide è decisamente umano. Un calciatore in carne, ossa, muscoli esplosivi e molto cervello. Napoli e l’Italia gli fanno bene: con la rete realizzata al Maradona, dove tra l’altro non riusciva a segnare dal 7 gennaio contro il Verona, è diventato il centrocampista con più gol in Serie A in quest’anno solare. Ma anche l’unico centrocampista centrale ad aver firmato almeno 10 reti in casa nelle ultime due stagioni: 7 nell’annata scudetto più 3. In campionato è a quota 9, in totale è a 13: eguagliati i numeri della prima stagione italiana, dove però non aveva giocato in Champions, con vista su un nuovo primato personale da inseguire nelle ultime quattro partite. A impressionare più di tutto, però, è un altro bilancio: in quasi due stagioni complete con il Napoli ha segnato 26 gol in 76 presenze, mentre in otto con lo United ne ha collezionati 29 in 255. Già migliorato il dato degli assist: 10 contro 8. Molto chic: lo stile italiano lo valorizza.
McTominay uomo scudetto
McTominay è stato decisivo per lo scudetto, con tanto di palma di Mvp del campionato, e continua a esserlo anche sul rettilineo che porterà la squadra alla seconda partecipazione consecutiva nell’Europa che conta. Dopo la metamorfosi di gruppo andata in scena con la Cremonese, serata di un’esibizione collettiva di grandissima intensità e qualità in entrambe le fasi, l’idea è che Conte bisserà anche sabato contro il Como: niente Fab Four, Alisson nel tridente mascherato e McT a centrocampo. Il suo regno, l’habitat naturale che gli permette di partire da dietro con la potenza di un panzer e di riuscire a stare sempre nel cuore del gioco. Lui ama guardare la porta e i portieri dritti negli occhi e nella posizione prediletta può sia esibirsi in quegli agguati in verticale che tanto gli riescono, sia provare la conclusione dalla distanza. Nel Napoli sono in due ad avere questa soluzione in dotazione: Scott e De Bruyne. Peccato perdere uno dei due tiratori. Per concludere: è anche il leader della rosa per minutaggio complessivo (3.341’) e in Serie A (2.433’).
Il futuro di McTominay
McTominay è stato il passato, è il presente e sarà il futuro del Napoli: tra un po’ di dubbi, lui è il capo delle certezze. Una delle colonne sulle quali poggiare la squadra che sarà: non è un caso che stia discutendo il rinnovo con il club con la voglia di continuare esattamente dove si trova, con la stessa gioia e magari più ambizioni, nonostante un contratto in scadenza 2028. Non ci sarebbe poi chissà quale fretta, vero? Ma lui è flash McTominay e impone celerità nella programmazione. Se ce l’hai, provi a tenertelo stretto.
