Napoli, Di Lorenzo torna in panchina dopo 12 partite: una carica in più

Il capitano si rivede dopo il lungo stop: prima le aveva giocate praticamente tutte, ora riparte dal Sinigaglia
Fabio Tarantino
4 min

 D odici partite da spettatore, aspettando il rientro. Ormai ci siamo. Giovanni Di Lorenzo, il capitano, l'altro perno storico della difesa dopo Rrahmani (tornato in campo contro la Cremonese), è pronto e si scalda: per la trasferta di oggi contro il Como tornerà nell'elenco dei convocati a distanza di tre mesi dall'ultima volta, dall'infortunio del 31 gennaio contro la Fiorentina che lo aveva costretto a un lungo stop. Di Lorenzo aveva saltato le ultime undici partite di campionato più la gara di Coppa Italia proprio contro il Como. Ripartirà dal Sinigaglia dopo essere tornato in gruppo nei giorni scorsi a Castel Volturno. Un recupero prezioso, per Conte, con l'elenco di indisponibili che si riduce ulteriormente: oltre a Lukaku, adesso, all'appello mancano solo Vergara e Neres.

Napoli, il ritorno di Di Lorenzo

Di Lorenzo aveva rimediato un trauma distorsivo di secondo grado al ginocchio sinistro. Pochi giorni dopo, ne aveva approfittato per un'operazione al piede sinistro per la risoluzione di una problematica pregressa. È rimasto ai box per tre mesi pieni e ora vivrà questo finale di campionato accanto alla squadra, in attesa del ritorno in campo. Che si avvicina. Domani intanto si accomoderà almeno all'inizio in panchina. Al suo posto, in questo lungo periodo, Conte ha alternato Beukema, Juan Jesus e anche Olivera come marcatori di destra. Ma quello tornerà presto a essere il suo ruolo. Uno dei tanti per un giocatore jolly che a destra gioca ovunque. Anche per la sua prolungata assenza, infatti, Conte aveva motivato il mancato ritorno alla difesa a quattro. E fino all'infortunio, come ogni anno, Di Lorenzo era stato lo stakanovista del Napoli.  Le aveva giocate tutte, sempre in campo, al netto del rosso col City all'esordio in Champions dopo ventuno minuti (dunque out per squalifica per quella successiva contro lo Sporting Lisbona) e alla panchina contro il Cagliari in Coppa Italia. Poi, sempre titolare e sempre dentro ogni partita. Prima come terzino, poi dopo novembre, con la svolta tattica post-Bologna, come centrale di destra oppure come esterno a centrocampo, come quarto a tutta fascia. Nel mezzo, la gioia di un trofeo, un altro dopo lo scudetto nel 2025: la Supercoppa a Riyadh dopo la vittoria in finale contro il Bologna a dicembre. Due trofei nello stesso anno, come Maradona. Un vanto e un orgoglio per un giocatore legatissimo alla squadra e alla città. Anche per questo motivo ha sofferto in questi giorni d'astinenza da calcio, lui che del Napoli - dal 2019, da quando è arrivato - è sempre stato protagonista. 

 


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