De Laurentiis si tiene il Napoli: rifiutata un'incredibile offerta da due miliardi di un gruppo

Il patron resterà alla guida degli azzurri l'anno del centenario: ha detto di no a una cifra pazzesca in arrivo dagli Usa
Fabio Mandarini
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La vicenda che in città sussurrano in tanti da settimane con un filo di voce, per paura di farsi sentire, va raccontata dalla conclusione: Aurelio De Laurentiis non vende il Napoli e non ha mai avuto intenzione di farlo. Ma dietro la prima notizia, di per sé una conferma degli orientamenti già manifestati più volte in passato dal presidente, ce n’è un’altra davvero sorprendente: un’incredibile offerta da circa 2 miliardi che è stata garbatamente ma fermamente rifiutata. Per la cronaca: il 29 maggio 2025, Football Benchmark ha valutato la SSC Napoli un miliardo e cento milioni. Dicevamo: l’ultima proposta è made in Usa, quasi un segno del destino nell’anno del Mondiale americano, e l’ha confezionata un gruppo di investitori statunitensi.

Napoli, chi è il pool che voleva acquistare la società

Il riferimento del pool sarebbe Matt Rizzetta, presidente italoamericano del Napoli Basket e del Campobasso, nonché Founder & Managing Partner di Underdog Global Partners, gruppo specializzato nella consulenza e nella gestione di asset sportivi e in connesse attività di real estate. Mesi di contatti, confronti diretti e tentativi non sono serviti agli investitori a convincere De Laurentiis, tanto che i colloqui si sono arrestati ancor prima di intraprendere un’attività di due diligence. Passaggio indicativo. Aurelio non lascia né raddoppia: prosegue dritto per la sua strada. È il cuore e l’anima del Napoli. Il presidente del Centenario.

La telefonata

Sono giorni che l’aria è invasa da notizie societarie e da indiscrezioni di un’offerta gigantesca: 2 miliardi, o giù di lì, sono un’enormità e la testimonianza di un’idea che non coinvolge soltanto il calcio ma anche le prospettive di crescita della città. A quanto pare, la base del progetto poggiava sulla costituzione di un polo che legasse il calcio ad altri sport, innanzitutto il basket, investendo anche nelle strutture. Ieri Rizzetta era in viaggio verso Philadelphia, in Pennsylvania, in totale relax. Con sua figlia. Cortesissimo al telefono, in ottimo italiano chiede di rimandare la conversazione di un’oretta. Poi, attraverso l’ufficio stampa, in qualità di presidente del Napoli Basket fa sapere di non avere commenti e di non essere a conoscenza della vicenda. In questi giorni il suo nome è stato accostato anche all’acquisizione della Reggina, ma l’ufficio stampa del Campobasso ha precisato che non lascerà il club. E poi ha aggiunto: «Il presidente Matt Rizzetta, come spesso accade nel mondo dello sport e degli investimenti internazionali, viene frequentemente contattato da diversi soggetti e gruppi interessati a sviluppare opportunità nel panorama calcistico italiano e non solo. Alcune attività e valutazioni, inoltre, restano necessariamente coperte da accordi di riservatezza, come avviene abitualmente in operazioni di questo tipo». Altro dettaglio indicativo nel nostro caso.

De Laurentiis chiude le porte alla cessione

La riservatezza è scontata, inevitabile, mentre il tempo di De Laurentiis è pubblicamente, ufficialmente azzurro: dal 2004, da quando ha raccolto le ceneri del Napoli fallito, ha lavorato per regalare nuovi sogni e nuove vittorie e non ha intenzione di smettere. Ascolta, certo, ma non ha mai aperto le porte alla cessione. E stavolta, nonostante un’offerta shock, una corte spietata e una storia da raccontare, ha socchiuso e richiuso. I prossimi impegni, ora, sono individuare l’uomo giusto per guidare la squadra dopo Conte e poi continuare a lavorare sul nuovo stadio, un suo pallino, assicurando un futuro pieno di successi. Domani, tra l’altro, compirà 77 anni: buon compleanno. Mister 2 miliardi.


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