Napoli, rosa extra large: il club vuole cedere 25 giocatori
I quindici uomini sono diventati venticinque: moltiplicazione da rientro, il ritorno dei prestiti, una ciurma compatta a remare sul Golfo che neanche i norvegesi al Mondiale. Ma questo è il mercato, signori. Mercato del calcio e pur sempre affari, il business che incombe e le esigenze che incalzano. Lo ha detto De Laurentiis in persona, del resto: «Abbiamo quarantasette calciatori e dobbiamo piazzarne almeno venticinque prima di parlare di acquisti. Secondo me non dovremmo comprare nessuno e mandarne via molti». Ecco, appunto. E così, un po’ di nomi. Illustri o meno, poco importa. Sono patrimonio societario, sono parte integrante dell’elenco da tagliare e della rosa da sfoltire: all’elite appartiene di certo Milinkovic-Savic, un po’ il simbolo a sorpresa considerando l’investimento di un anno fa su indicazione da Conte (21 milioni) e una stagione trascorsa a recitare da titolare. Lo aveva richiesto Italiano al Besiktas, poi s’è affacciato l’Hull City.
In uscita dal Napoli
E poi, beh, ci sono tanti ragazzi che dopo aver partecipato ai ritiri di Dimaro e Castel di Sangro nell’estate 2025 hanno cambiato aria per fare esperienza: Zerbin, ad esempio, è andato a Cremona e ora, in transito, attende l’esito dei colloqui con il Frosinone a caccia di un’altra stagione in Serie A. Sono i nomi più caldi, in questa prima fase, ma in realtà un portiere ha già fatto le valigie e sta per andare al Pineto a parametro zero: Turi, svincolato dopo la fine del rapporto con il Napoli. Il ds Manna, ieri a Milano, sta lavorando per sistemare tutte le situazioni già certificate: da Obaretin a Coli Saco, passando proprio per Zerbin e Milinkovic, Folorunsho, Cajuste, Lindstrom, Ambrosino, Cheddira, Ngonge, Iaccarino e così via. Da valutare il destino di Rao e Hasa, reduci da due buonissime stagioni con il Bari e la Carrarese, tra l’altro seconda avversaria del precampionato a Dimaro.
In bilico
Estremamente interessanti le situazioni che riguardano gli uomini ritenuti quantomeno in bilico. Da visionare in campo, considerando il diktat di Allegri e anche una serie di logiche valutazioni: Lang, tanto per citare uno dei più in vista, è stato acquistato un anno fa dal Psv a fronte di un investimento da 30 milioni con tante aspettative ma poi, complice anche una chimica mai sbocciata con Conte, a gennaio ha fatto i bagagli e s’è trasferito al Galatasaray. Stesso discorso vale per Lucca, 35 milioni pagati all’Udinese nel medesimo periodo di Noa e identico destino: destinazione Nottingham Forest. Andata e ritorno alla base in sei mesi. Max ha già pronto il microscopio. Per loro, per Lukaku e per tutti quelli che dovranno dire o dare qualcosa in più per strappare la conferma: il mercato, come ha detto De Laurentiis, non decollerà se il listone da 47 non si trasformerà in una lista molto meno lunga.
