© LAPRESSE Che c’entrano De Laurentiis e Malagò con Sal Da Vinci? Li accomuna un evento a Pompei
Il presidente del Napoli e il presidente della Figc insieme a Pompei. È accaduto ieri sera al The Roof, suggestiva terrazza dell’Hotel Habita 79, per l’evento benefico organizzato dalla Fondazione Scudieri in occasione del decimo anniversario di “Una Notte di Cuore”. Aurelio De Laurentiis e Giovanni Malagò hanno assistito al concerto di Sal Da Vinci e a seguire hanno condiviso la cena light prevista dal programma. Tra loro c’è un rapporto di stima profonda, sottolineata da Adl subito dopo la rovinosa eliminazione della Nazionale al playoff per il Mondiale e in piena rifondazione federale. «È l’unico che può prendere in mano la situazione del calcio italiano, chi meglio di lui», disse ad aprile dopo la debacle contro la Bosnia.
"Molto forzata"
Ieri, parallelamente, ha parlato a Kiss Kiss Napoli l’avvocato Fabio Fulgeri, storico legale del Napoli e nella fattispecie della famiglia De Laurentiis in merito all’inchiesta della Procura barese che ha coinvolto proprio il Bari, il Napoli e i due presidenti Aurelio e Luigi: «È stato pubblicato un comunicato che credo rassereni i tifosi e chi segue le vicende dei due club: sulle contestazioni di bancarotta fraudolenta, da avvocato, dico che servirebbe una richiesta di liquidazione giudiziaria che non c’è. In questo caso manca il presupposto oggettivo. Tra l’altro manca anche uno stato d’insolvenza che possa giustificare una mossa del genere. Non mi pare che la FilmAuro sia in difficoltà economica», ha detto Fulgeri. «Sulla valutazione di Caprile, aggiungo che l’inserimento di una clausola sulla rivendita non è obbligatorio né automatico. Si parla di un’ipotesi di reato molto forzata, fumosa, labile, inconsistente. Sulla richiesta degli atti della Procura federale non mi esprimo, non è la mia materia». Si tratta di un atto dovuto, per la precisione. «Siamo abbastanza convinti sin da ora di poter definire la vicenda con un’archiviazione. Lo ribadiamo: siamo sereni».
