Allegri e i tre moduli in 90': tutte le idee dell'allenatore per il nuovo Napoli

Esperimenti tecnici e tattici, contro l’Osasuna tante prove. Perché sono i dettagli, spesso, a fare la differenza
Fabio Mandarini

Pubblicato il 07.08.2026, 08:27 (Aggiornato il 07.08.2026, 08:35)

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INVIATO A CASTEL DI SANGRO - Al Max si gioca diversamente. Ma l'anima è sempre la stessa: è il Napoli di Allegri, signori, una squadra concepita con e per il tridente ma anche un gruppo duttile, malleabile, camaleonte. Un po' così e poi in un altro modo, maquillage e via: si comincia e lo vedi con i tre attaccanti, cambia qualcosa e te lo ritrovi con il centrocampo a due e un tris di trequartisti alle spalle della punta, e se proprio non dovesse bastare c'è il gran finale con la difesa a tre e due punte. C'è tutto l'Allegrismo del mondo e della sua storia, nel cantiere azzurro che ogni giorno aggiunge qualcosa. E chi volesse tastare con mano (e occhi) non deve fare altro che accomodarsi in tribuna per un'amichevole: mercoledì, tanto per fare un esempio, il tecnico ha montato e smontato nell'amichevole con l'Osasuna. Uno, due e tre. Tre sistemi, tre modi diversi di essere Napoli e una sola interpretazione: da squadra vera. Nei novantatré minuti contro gli spagnoli al Patini, Max ha varato tre schieramenti: 64 minuti con il 4-3-3 e a seguire un po' di 4-2-3-1 e di 3-5-2 nell'ultima mezz'ora. 

 

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Napoli, come si possono alternare Alisson e Lang

La prima sfida internazionale del bouquet estivo ha offerto novità tecniche e tattiche che confermano l'attività sperimentale di Allegri. La base è imprescindibile: la rosa del Napoli ha un notevole numero di esterni offensivi, e infatti lui sta provando a valorizzarli in ogni modo, a prescindere dall'atteggiamento tattico. Nella terza parte della partita con l'Osasuna, tra l'altro, Alisson e Lang si sono alternati nelle posizioni di quinto a sinistra e di seconda punta in appoggio al centravanti - Lucca nella fattispecie -, confermando la totale apertura del gruppo alle sue richieste. Un allenatore di esperienza ma ancora pieno d'un entusiasmo tecnico che gli consente di scomporre il calcio e gli uomini, combinandoli in un'equazione chiamata squadra. Il presupposto di partenza.