Neres, Gilmour, Vergara e De Bruyne: la forza del Napoli di Allegri è l’uomo in più

La partita di Marassi ha confermato il valore della rosa azzurra, tra certezze e panchina lunga: non mancano le soluzioni alternative
Fabio Mandarini

Pubblicato il 25.08.2026, 09:24

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La grande forza dell’uomo in più. Quella che sin dalle prime scene del mercato sta rappresentando un freno, sotto il profilo del calcio puro e delle partite è invece una caratteristica importante: l’abbondanza. La grande quantità di alternative. Una panchina profonda, per raccontarla alla maniera degli inglesi. Sabato a Marassi, contro il Genoa, Allegri aveva a disposizione una lunga serie di carte da giocare per cambiare l’inerzia della serata e in effetti, scegliendo quelle giuste, ha conquistato la prima vittoria alla guida del Napoli: ha sostituito Politano con Vergara, autore di un gol e di un assist; Hojlund con Lucca, molto bravo a riconquistare il pallone del bis; e soprattutto Anguissa con De Bruyne, l’uomo che ha spaccato la serata con la rete dell’1-0 e che poi ha innescato Antonio. Per la cronaca: la quarta sostituzione, Alisson con Lang, ha garantito intensità e iniziativa sul versante sinistro del tridente e per finire Olivera s’è piazzato al centro della difesa al posto di Rafa Marin, fuori in preda ai crampi.

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Il valore della rosa e una panchina da sfruttare

LA FORZA. La cronaca delle sostituzioni innesca una considerazione: alla luce del livello dei calciatori subentrati è davvero difficile parlare di un notevole dislivello nelle coppie di calciatori. Si può sempre migliorare, ci mancherebbe, ma il Napoli ha una rosa di qualità come hanno sempre detto sia Allegri sia Manna. E soprattutto una panchina in più da sfruttare rispetto a una stagione fa, quando la tempesta di infortuni ridusse l’organico all’osso per l’intera stagione.

Le alternative non mancano

NON FINISCE. I cinque cambi di sabato rappresentano soltanto una parte del serbatoio: a Marassi, infatti, sono rimasti in panchina Neres, Gilmour, Giovane, Favasuli, Beukema e Milinkovic-Savic, oltre a Garofalo e Contini. Mentre Badiashile, cioè il difensore ingaggiato dal Chelsea per colmare il vuoto della lunga assenza di Buongiorno, era al lavoro a Castel Volturno e con ogni probabilità si vedrà domenica per la seconda contro il Como. In un solo concetto: non finisce qui. Max può cambiare, mescolare, ridisegnare al centro e sulle fasce, in attacco e in difesa. In porta. Può adattare le sue idee agli uomini ma anche i calciatori alle esigenze tattiche, cambiando sistemi e varando soluzioni alternative come è accaduto in ritiro a Castel di Sangro: 4-3-3 di base ma anche 4-2-3-1 e 3-4-2-1.

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La forza del gruppo

IL GRUPPO. L’impatto di Lang e di Lucca, tra l’altro, ha un valore simbolico: hanno lavorato con estremo entusiasmo e puntualità sin dal primo istante, nonostante situazioni di mercato non ancora definite. Un dettaglio che fa la differenza e che aiuta una lettura: Allegri ha conquistato il gruppo in un attimo, coinvolgendo anche quei calciatori ritenuti, diciamo così, in bilico. Il lavoro paga, come sempre, e non è un caso che Lucca, cioè l’attaccante che più degli altri sembrava destinato a salutare dopo una prima stagione al di sotto delle aspettative, va considerato a tutti gli effetti parte integrante della rosa che lotterà in campionato, in Champions e in Coppa Italia.