Hojlund a digiuno, Allegri ha bisogno dei suoi gol per la sfida contro il Como di Fabregas
Max chiama, Rasmus dovrà rispondere. Il Napoli ha vinto la prima partita del suo campionato contro il Genoa con una formula piuttosto nota: i gol dei centrocampisti, questa volta a firma De Bruyne e Vergara. Da due anni, ormai, il centrocampo è un serbatoio, spesso anche un pozzo di petrolio per una squadra che ha concluso le ultime due stagioni con il quinto e il sesto attacco del campionato (58 e 59 reti): da Anguissa e McTominay a Kevin e Antonio, gli uomini della terra di mezzo sono sempre stati i jolly di una formazione a caccia di un centravanti da una ventina di gol sin dall’addio di Osimhen. A maggio, Hojlund s’è fermato a 12 centri in campionato e a 16 considerando anche la Champions (3) e la Supercoppa italiana (1). Mica pochi, sia chiaro, ma neanche tantissimi per un attaccante con le sue doti: straripante forza fisica, micidiali sprint in campo aperto, la capacità di azzannare gli spazi. E allora? Beh, l’ha spiegata perfettamente Allegri nelle ultime chiacchierate davanti a un microfono: «Deve trovare maggiore serenità nella finalizzazione. Ha ampi margini di crescita e deve volerli soprattutto in fase realizzativa, la cosa che fa la differenza».
Per Hojlund deve essere la stagione della consacrazione
Max ha fotografato la realtà di un centravanti giovane (23 anni) e poderoso: questa dovrà essere la stagione della consacrazione di Ras sotto il profilo dei numeri. Sia chiaro: il Napoli gli ha già fatto bene perché alla prima scena è riuscito a pareggiare il numero di reti complessive stagionali tra campionato e coppe (16) e ha migliorato il suo primato personale nei cinque tornei top d’Europa (12), ma le sue capacità sono tali da autorizzare ad attendere uno scatto ulteriore. Sin dalla prossima al Maradona, domenica contro il Como, avversario complicato come una trappola in entrambe le fasi che, tra l’altro, ha inserito un centrale notevole al fianco di Ramon: Chalobah. Testa a testa Premier e straordinari per Rasmus, a caccia del primo gol stagionale e a digiuno da un po’ in questa torrida estate italiana.
Hojlund non in grande condizione: l'ultimo gol contro la Carrarese
L’unico graffio recente di Hojlund risale alla seconda uscita contro la Carrarese, a Dimaro: era il 26 luglio, poco più di un mese fa. Un mese e quattro partite, per la precisione. Da quel tap-in facile facile a due passi dalla porta vuota del Comunale di Carciato sono andati via tre amichevoli internazionali - con Osasuna, Celta e Aris Salonicco - e il debutto di Genova: per il momento nient’altro da segnalare in zona gol e in generale, se non qualche errore al tiro (uno clamoroso contro i greci a Castel di Sangro) e una fatica del diavolo nel primo vero duello della stagione a Marassi contro Ostigard. Hojlund non è in grande condizione, è palese e piuttosto normale considerandone la struttura fisica, e forse non è un caso che Allegri abbia alzato il pressing motivazionale. Niente paura, comunque. A ottobre 2025, in un periodo particolarmente prolifico, Ras fu bravissimo a spiegare come funziona la vita di un centravanti, tirando fuori la famosa metafora del ketchup di Van Nistelrooy: una volta che arriva il primo gol, gli altri vengono fuori a cascata. Ecco: quest’anno non dovrà fare altro che aprire la nuova confezione con un mesetto d’anticipo e non metterla più in frigo.
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