Allegri è la bestia nera di Chivu: battuto due volte su due
Napoli - Chissà che sapore avrà il ritorno a casa, per Massimiliano Allegri, nello stadio che è pur sempre dimora anche se amara per i recenti ricordi. Non è poi così lontana l’eco dei fischi e dell’amarezza collettiva per la sconfitta contro il Cagliari, 24 maggio, poco più di tre mesi fa, costata l’addio alla qualificazione Champions e con Allegri che lasciò prima di tutti il campo consapevole che quella sarebbe stata la sua ultima a San Siro alla guida del Milan. Segnò subito Saelemaekers, sembrava gara in discesa, poi l’impensabile, 1-2 finale, il crollo, la sconfitta e l'addio. Dallo scudetto vinto nella stagione 2010-11 all’amarezza per l’obiettivo inseguito a lungo e poi sfuggito all’ultimo: è successo tutto sempre al Meazza, a San Siro, dove il Napoli tornerà, domani, e dove Allegri riconoscerà un bel po’ di angoli nascosti, dettagli di uno stadio dov’è cresciuto e dove poi era tornato, ormai due estati fa, carico di aspettative, ambizioni e motivazioni. Sono le stesse che lo hanno condotto al Maradona, a Napoli, una sfida che Max ha accettato anche per cancellare le delusioni del passato in uno stadio che lo ha amato e dove poi ha avvertito anche un po’ d’aria pesante.
Allegri contro l'Inter
Allegri ritrova Milano e ritrova l’Inter, e qui tornano i ricordi, quelli belli, perché nelle montagne russe dell’ultima annata, con la lotta allo scudetto poi divenuta fredda fino a scivolare oltre il quarto posto, il suo Milan era stato capace di vincere due volte - nessuno come i rossoneri - contro la squadra di Chivu che poi si sarebbe laureata campione d’Italia. Due vittorie nei due derby, luce a intermittenza in una stagione in cui Allegri ha saputo comunque imporre il proprio marchio, il timbro di allenatore stratega capace di saper incidere nei big match, in quelle partite di cartello dove serve una certa sensibilità tattica oltre a una buona dose di esperienza. Le ha vinte entrambe uno a zero, di corto muso, 23 novembre e 8 marzo, Pulisic all’andata ed Estupinan al ritorno, sei punti e doppio derby portato a casa e accolto col sorriso classico di chi sa quanto pesino certe notti. Restano quelle le uniche due sfide in carriera da allenatori tra Allegri e Chivu, pronti a ritrovarsi, stavolta per Inter-Napoli, sempre loro, uno contro l’altro, con San Siro a fare da sfondo per un pomeriggio di fine estate che si preannuncia di sicuro bollente. A voi Inter-Napoli, manca poco.
Allegri e San Siro
Allegri e il Meazza, una lunga storia per cui resta vivo il (suo) ricordo di partite memorabili. Lo scudetto vinto in rossonero, certo, ma anche appuntamenti europei di cartello, come quelli in Champions, le vittorie larghe contro Arsenal (4-0) e Barcellona (3-0) e poi un legame con lo stadio che va ben oltre il suo destino col Milan. Tante le notti vissute da rivale, partite perse e soprattutto vinte, successi e trionfi che si intrecciano anche con la storia recente del Napoli. Come quando nel 2018 guidava la Juventus e superò 3-2 l’Inter, era aprile, era duello aperto con la squadra di Sarri per il tricolore poi sfumato il giorno dopo a Firenze. Per la sua Juve segnò Higuain allo scadere, una partita amarissima per i tifosi del Napoli, solo una delle tante sfide del passato con Allegri a San Siro da avversario. Proprio come domani. Ma stavolta c’è lui alla guida del Napoli, le ambizioni sono comuni e su entrambi soffierà lo stesso vento. Quello di San Siro.
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