Lobotka e il Napoli, il rinnovo è lontano: agenti in città ma nessun passo in avanti
Stanislav Lobotka, il bomber per caso, l’ha fatt o ancora: ha tirato il Napoli fuori dai guai contro il Bologna, andando oltre i suoi stessi limiti. Mettiamola così: è impagabile, un regista eccellente che Xavi avrebbe voluto al Barcellona e che alla gestione del ritmo e dei tempi di gioco abbina una fase difensiva estremamente efficace, ma certamente non è un goleador. Il gol non è mai stato il suo migliore amico nel mondo del calcio, se pensiamo che in una carriera costruita attraverso 536 partite tra squadre di club e nazion a le slovacca ha segnato appena 7 gol. Uno ogni 76,5 presenze. Quattro con il Napoli in 244 gare collezionate in tutte le competizioni, e tutti in Serie A.
Napoli, il momento di Lobotka
Gli ultimi due tremendamente importanti, entrambi al Maradona: il 17 gennaio, nel bel mezzo di una crisi di risultati inchiodata dai due pareggi in casa contro Verona e Parma che diedero il via alla volata dell’Inter, colpì il Sassuolo consentendo ai suoi di tornare alla vittoria in campionato dopo la miseria di tre punti raccolti con tre pari di fila; e poi, beh, quello che ieri ha consacrato il primo corto muso sorridente dell’era Allegri, su assist di Favasuli. Tra i due? Non c’è paragone: l’importanza del successo con il Bologna è superiore anche se la stagione è appena cominciata, perché ha permesso al Napoli di vedere la luce in fondo a un tunnel di tre sconfitte consecutive tra campionato e Champions. Non è finita, l’ha detto anche Allegri: è andata in archivio la prima delle due sfide più complesse e ora bisogna superare l’ostacolo Fiorentina. Ma senza la spinta di una vittoria sarebbe stato uno stillicidio di critiche e polemiche, inutile girarci intorno.
Lobotka bandiera. Ma il futuro...
In un gruppo ormai giunto alla fine di un meraviglioso ciclo, e in cui l’età media cresce inesorabilmente (domenica 29,6 anni contro i 26 del Bologna), Lobotka è uno dei simboli come Anguissa, Rrahmani, Politano e Di Lorenzo. Sono stati le colonne del Napoli di Spalletti e poi quelle della squadra di Conte; hanno conquistato due scudetti in due anni solari e una Supercoppa italiana. Hanno incantato l’Europa con Lucio e lanciato i gemelli Osi e Kvara, gli inafferrabili Derrick in carne e ossa. Hanno stravolto le gerarchie d’Italia con Antonio, contro i pronostici. E ora, Max: c’è qualcosa da dire e da fare anche con lui. Ci sono segni da lasciare e partite da vincere prima di riflettere insieme su ciò che sarà: sta capitando con Anguissa, è storia nota, e anche con Lobo. Uno degli ultimi leader ad arrendersi. Il suo rapporto con il club scadrà il 30 giugno, ma la società ha un’opzione unilaterale di rinnovo che ovviamente eserciterà come nel caso di Frank, così da non permettere lo svincolo a zero. Tutto normale, tutto previsto. Ma in questo momento è davvero difficile immaginare che Lobo, 32 anni da brindare il 25 novembre, possa prolungare il contratto con il Napoli. I suoi agenti, tra l’altro, sono stati avvistati di recente da queste parti, ma non è stata segnalata alcuna attività sul fronte rinnovo. Meglio concentrarsi sul futuro prossimo, allor a : la Fiorentina e la pausa per gli impegni delle nazionali. E in mezzo, una pizza alla Sanità: è così che domenica Lobo ha festeggiato il gol al Bologna. Bomber per caso, napoletano per scelta.
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