Ruolo, caratteristiche, segreti: tutto su Louis Thomas, il figlio di Buffon e Alena Seredova che sta stregando il Pisa© LAPRESSE

Ruolo, caratteristiche, segreti: tutto su Louis Thomas, il figlio di Buffon e Alena Seredova che sta stregando il Pisa

Louis Thomas, primogenito di Gigi, domenica scorsa  nella prima uscita dei nerazzurri ha messo a segno un gol gioiello
Francesco Paletti

Buffon junior è pronto. Se lo sono detti a mezza voce in tanti dopo il gol gioiello di domenica pomeriggio al centro sportivo Valdinge di Morgex, nella prima uscita stagionale del Pisa contro la rappresentativa dei dilettanti valdostani. Soprattutto i tifosi che si sono stropicciati gli occhi per la prodezza. Perché fra gli addetti ai lavori quella certezza già c’era. Non è partito in ritiro con la prima squadra per caso Louis Thomas Buffon, il 17enne, primogenito di di Gigi e della ex moglie Alena Seredova. E ancor meno per il cognome. La convocazione se l’è guadagnata sul campo, facendo la spesso la differenza lo scorso campionato Primavera: otto reti in 27 partite, giocando però da esterno d’attacco. E non è un caso nemmeno se domenica pomeriggio, dopo una manciata di allenamenti, mister Gilardino lo ha posizionato al centro dell’attacco.

La prova superata

Certo, le coincidenze aiutano e il fatto che fossero out per precauzione sia Lind che Meister, sicuramente lo ha agevolato. Qualcosa, però, il ragazzo deve averlo fatto vedere se un ex bomber come il «Violinista» ha voluto, comunque, quanto meno togliersi la curiosità di vederlo all’opera, sì in un test match, ma del calcio “dei grandi”. Preferendolo ad elementi più navigati come Mlakar, attaccante della nazionale slovena, o Bonfanti, 23 anni e già una trentina di gol da professionista, solo per fare un paio di nomi. Non è un caso, verosimilmente, nemmeno la collocazione tattica: vero, infatti, che in Primavera, il figlio d’arte ha agito soprattutto da esterno d’attacco, ma chi lo ha seguito in questi anni, lo considera anche, se non soprattutto, una prima punta: per forza fisica e capacità di sfruttare gli spazi alle spalle della linea difensiva avversaria.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Pisa

Il salto tra i prò

Magari il “dubbio” ha sfiorato anche Gila. Comunque sia, Louis Thomas Buffon è pronto davvero per il salto fra i professionisti. Le opzioni al riguardo sono due: tenerlo ancora all’ombra della Torre, facendogli fare la spola fra Primavera e prima squadra oppure lasciarlo partire in prestito per metterlo alla prova in un torneo, magari anche di categoria inferiore, ma in cui potrà recitare da protagonista.

Suggestioni di mercato

Il nodo verrà sciolto più avanti, anche alla luce delle manovre di mercato dei nerazzurri: se davvero arrivasse il «Cholito» Simeone, e rimanessero sia Lind che Meister, infatti, è evidente che per Buffon junior gli spazi di restringerebbero e la cessione prestito potrebbe diventare una soluzione realistica. Di sicuro, comunque, c’è già che quel ragazzone, forte fisicamente e guizzante, ha colpito più d’uno di uomini che di calcio, e di attaccanti, se ne intendono: Pippo Inzaghi lo ha già fatto esordire in B. A La Spezia, nel big match contro gli “Aquilotti”, non all’ultima giornata e con la promozione già in tasca. E Nedved e Poborsky lo hanno corteggiato per otto mesi per convincerlo a scegliere la Repubblica Ceca, il Paese della madre Seredova di cui ha acquisito la cittadinanza (insieme a quella italiana, ricevuta dal padre). Per ora ha già disputato tre partite con la nazionale Under 18.


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Buffon junior è pronto. Se lo sono detti a mezza voce in tanti dopo il gol gioiello di domenica pomeriggio al centro sportivo Valdinge di Morgex, nella prima uscita stagionale del Pisa contro la rappresentativa dei dilettanti valdostani. Soprattutto i tifosi che si sono stropicciati gli occhi per la prodezza. Perché fra gli addetti ai lavori quella certezza già c’era. Non è partito in ritiro con la prima squadra per caso Louis Thomas Buffon, il 17enne, primogenito di di Gigi e della ex moglie Alena Seredova. E ancor meno per il cognome. La convocazione se l’è guadagnata sul campo, facendo la spesso la differenza lo scorso campionato Primavera: otto reti in 27 partite, giocando però da esterno d’attacco. E non è un caso nemmeno se domenica pomeriggio, dopo una manciata di allenamenti, mister Gilardino lo ha posizionato al centro dell’attacco.

La prova superata

Certo, le coincidenze aiutano e il fatto che fossero out per precauzione sia Lind che Meister, sicuramente lo ha agevolato. Qualcosa, però, il ragazzo deve averlo fatto vedere se un ex bomber come il «Violinista» ha voluto, comunque, quanto meno togliersi la curiosità di vederlo all’opera, sì in un test match, ma del calcio “dei grandi”. Preferendolo ad elementi più navigati come Mlakar, attaccante della nazionale slovena, o Bonfanti, 23 anni e già una trentina di gol da professionista, solo per fare un paio di nomi. Non è un caso, verosimilmente, nemmeno la collocazione tattica: vero, infatti, che in Primavera, il figlio d’arte ha agito soprattutto da esterno d’attacco, ma chi lo ha seguito in questi anni, lo considera anche, se non soprattutto, una prima punta: per forza fisica e capacità di sfruttare gli spazi alle spalle della linea difensiva avversaria.


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