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Roma, Spalletti: «Comando io. Chi non ha voglia di migliorarsi deve andare via»

Roma, Spalletti: «Comando io. Chi non ha voglia di migliorarsi deve andare via»
© AS Roma via Getty Images

Il tecnico giallorosso in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Fiorentina, fondamentale per la corsa Champions League: «Fiorentina opera d'arte, ma noi abbiamo fatto un capolavoro»

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giovedì 3 marzo 2016 12:29

ROMA - «A Roma si può lavorare bene, io voglio dire la mia perché sono responsabile del lavoro che faccio. Quelli che non hanno idee, quelli che non vogliono migliorarsi e che hanno paura di confrontarsi devono andare via». Luciano Spalletti va avanti per la sua strada. Continua a insistere sui "comportamenti", come aveva spiegato una settimana fa prima di Empoli-Roma, mostrando in conferenza stampa il video del recupero di Salah. Alla vigilia di un altro appuntamento cruciale, lo scontro diretto contro la Fiorentina di domani all'Olimpico, il tecnico giallorosso insiste: chi non sta con lui andrà via. «L'ambiente di Roma è l'ambiente ideale per lavorare - continua Spalletti -. Purtroppo nella vita ci sono persone che non fanno e che si accodano a quelli che fanno. Queste persone tengono l'ambiente a un livello basso così si possono intrufolare.

«I tifosi presenti a Empoli hanno contribuito alla vittoria». Luciano Spalletti

Qui le cose si sanno fare e quelli che non hanno idee, quelli che non vogliono migliorarsi e hanno paura di confrontarsi devono andare via. Io per primo. Io ci sono tornato, potevo anche stare fermo. Sono stato fortunato, posso scegliere quello che fare, sono padrone del mio tempo. Se sono tornato è perché sono contento di lavorare qui e perché si può fare bene. Se uno ha possibilità 10 deve rendere 12, deve cercare di toccare le stelle. Finora abbiamo fatto un capolavoro».

VIDEO - SPALLETTI: COMANDO IO

PALLOTTA A TRIGORIA - Spalletti ha riabbracciato il presidente James Pallotta, a Trigoria dall'inizio di questa settimana. Una visita gradita: «Pallotta ha grande entusiasmo e voglia di lavorare, di migliorare. Gli stimoli, gli incentivi sono importanti e lui è bravo a trovarli. Se vorrei che fosse più presente? L'altro giorno abbiamo fatto la foto e c'erano una trentina di collaboratori. Poi c'erano i calciatori, qualche fotografo. Stanno tutti con me, stanno tutti ad aiutarmi, non sono solo. Nelle scorse settimane non ho preso decisioni di verse da quelle che riguardano il mio lavoro, la mia area: che allenamenti fare, a che ora allenarsi. Io voglio fare solo quello che è il mio lavoro e lì qualche cosa voglio dire perché dipende da me il risultato». 

FIORENTINA OPERA D'ARTE - Sulla Fiorentina e su Paulo Sousa solo parole dolci e nessun accenno alle polemiche per la squalifica di Zarate: «Cosa temo della Fiorentina? Negli ultimi anni a Firenze hanno creato un'opera d'arte, una squadra solida, tosta, convinta di avere possibilità importanti. Del gruppetto di squadre in testa è quella che ha lavorato meglio di tutti. È una squadra che sa cambiare durante la partita, in base alle situazione di gioco, e ha tanta qualità».

KALINIC O DZEKO? - «Kalinic e Dzeko sono un po' diversi. Kalinic è uno dei più bravi ad attaccare lo spazio dietro al centrale, è bravo ad andare sempre dietro la linea difensiva. È molto bravo nella finalizzazione, sa qual è il suo obiettivo. Dzeko ha altrettante qualità di questo genere, ma gradisce di più la palla addosso per le sue doti fisiche. Sono due grandi calciatori, Dzeko lo aveva fatto vedere anche in precedenza, su Kalinic sono stati bravi a intuire queste qualità», ha continuato il tecnico.

VIDEO - SPALLETTI: FIORENTINA OPERA D'ARTE

OK PJANIC E NAINGGOLAN - Ci saranno Pjanic e Nainggolan, che sono recuperati, ma non sarà convocato De Rossi. «Pjanic e Nainggolan sono a disposizione. Iago Falque non si allenerà, De Rossi non sarà convocato. Dzeko giocherà? Mi prendo ancora delle ore per decidere, ora non so rispondere», ha aggiunto Spalletti.

ABBRACCIO DEI TIFOSI - Sulla questione tifosi, Spalletti continua a sperare in un cambio di rotta: «Spero nel buonsenso di quelli che gestiscono questa situazione, questo malinteso che si è venuto a creare. Noi a Empoli ci siamo sentiti molto comodi dentro quell'abbraccio per 90 minuti del nostro pubblico. Ci è servito avere quel supporto quando abbiamo preso il gol. Tutti quelli che erano presenti a Empoli hanno contribuito».

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