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Roma, Luis Enrique risponde a Monchi: «Mi fermerò un anno»

Roma, Luis Enrique risponde a Monchi: «Mi fermerò un anno»
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L'allenatore smentisce l'ipotesi di un ritorno dopo l'addio al Barcellona: «Mi riposerò». Poi sulla Juve: «Sarà un avversario temibile in Champions»

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martedì 4 aprile 2017 14:55

ROMA - Non c'è un clamoroso ritorno alla Roma nel futuro di Luis Enrique, almeno non nella prossima stagione. L'allenatore del Barcellona, in conferenza stampa, ha commentato le parole di Ramon Rodriguez Verdejo "Monchi", che con buone probabilità sarà il prossimo direttore sportivo romanista. «Luis Enrique? Sarei cieco a dire che non mi piace, i risultati sportivi sono eccezionali. Non so se Spalletti resterà, non ho approfondito così tanto con la società», aveva detto il dirigente dopo il suo addio al Siviglia. La risposta del tecnico: «Mi prenderò un anno di pausa, se lascio il Barcellona non allenerò altrove. Non riesco a immaginare Monchi a riposare a Escalerona, come farò io. Andrò al mare e mi rilasserò. Non voglio allenare la prossima stagione, in futuro vedremo...».

Luis Enrique è stato il primo allenatore della nuova proprietà americana, nella stagione 2011-12. Fu un'esperienza durissima, con la squadra fuori dall'Europa League ai preliminari e incapace di qualificarsi per le coppe europee. L'allenatore lasciò la panchina a fine stagione con un bilancio complessivo di 16 vittorie, 9 pareggi e 16 sconfitte. Dopo un buon campionato al Celta Vigo il salto nel 2014 al Barcellona, club con il quale ha vinto due campionati, due coppe del Re, una Supercoppa di Spagna, una Champions League, una Supercoppa Europea e una Mondiale per club.

RISPETTO PER LA JUVE - Luis Enrique ha anche parlato della Juventus, prossima avversaria nei quarti di finale di Champions League. Le critiche alla squadra di Allegri dopo il pareggio di Napoli gli sono sembrate eccessive: «Ho visto la partita di domenica contro il Napoli e le critiche mi hanno sorpreso. Comunque sono qualcosa cui siamo abituati. La Juve ha fatto gol subito con Khedira e poi non è più riuscita a togliere la palla al Napoli che è una delle migliori squadre nel controllo del gioco. Rimane un avversario temibile, che ha tante sfumature. La partita di domani servirà come riferimento per la nostra gara di Champions League. Le critiche? In Italia criticano sempre, ma la Juve ha guadagnato un punto importante».

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