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Roma, Nainggolan: «Essere a 4 punti dalla Juve significa aver fatto bene»

Roma, Nainggolan: «Essere a 4 punti dalla Juve significa aver fatto bene»
© @ Marco Rosi / Fotonotizia

Il centrocampista al sito ufficiale: «E' un dettaglio che la gente non sottolinea abbastanza»

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giovedì 15 giugno 2017 19:03

ROMA -  Quattordici gol in stagione con la maglia della Roma e il titolo di miglior giocatore  2016-2017 grazie ai voti dei tifosi in un sondaggio lanciato dal club. Radja Nainggolan non può che dirsi soddisfatto del suo rendimento anche se non sono arrivate vittorie, ma "solo" il secondo posto in campionato che significa l'accesso diretto e la possibilità di giocare  nella prossima Champions League: «Essere apprezzato da tiosi  è una delle cose più importanti per un calciatore - ha detto al sito ufficiale della Roma - Arrivare dietro la Juventus significa aver fatto un’ottima stagione, siamo staccati di soli quattro punti dalla squadra che ha fatto la finale di Champions League: forse questo è un dettaglio che la gente non sottolinea abbastanza. Arrivare a 87 punti è un record per la storia del nostro Club, quindi dobbiamo tenerne conto». Soddisfazioni, ma anche qualche rimpianto: «I rimpianti ci sono, come l’eliminazione in Europa League contro il Lione, ma il gol del 3-1 in casa con Lione lo avevamo segnato, poi è stato annullato per fuorigioco: quello avrebbe cambiato le cose. Ma se si continua a rimuginare sulle cose si potrebbe parlare per anni, no?”».

CURVA SUD - La stagione appena conclusa è stata segnata da due eventi: il ritorno dei tifosi in curva sud e l'addio di Francesco Totti: «Nelle prime partite con la Curva di nuovo piena - racconta ancora Nainggolan al sito ufficiale -  si sentiva la differenza, si sentiva che erano tornati, ma forse non si facevano sentire come prima. Nella partita contro la Juventus, si sono fatti decisamente sentire, ma in quella successiva in casa, contro il Genoa, sono stati fenomenali. Sapevamo di dover chiudere il campionato al secondo posto, ma è stata anche una giornata densa dal punto di vista emotivo”». 

ADDIO DI TOTTI - L'emozionante saluto al capitano: «“Contro il Genoa sapevamo di dover arrivare secondi a tutti i costi, ma c’era tantissima emozione per il momento di Francesco. Non era semplice, stare per 25 anni nella stessa squadra è incredibile. Prima di arrivare ero consapevole della passione che ci fosse per Totti e l’ho capito ancora di più stando qui. Ma non avevo mai capito quanto fosse normale come persona. È lì nel momento del bisogno, non dice mai di no: non me lo aspettavo. Come giocatore che altro devo aggiungere? Le qualità sul campo saranno sempre con lui. Per tutti c’è un’età ovviamente, un tempo per arrivare e un tempo per andare».

 

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