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Hector Moreno: «Roma, la tappa più importante della mia carriera»

Hector Moreno: «Roma, la tappa più importante della mia carriera»
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Il difensore messicano si presenta: «Potrò lavorare con campioni veri. De Rossi mi ha impressionato. Gli scettici? Farò cambiare idea a tutti»

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venerdì 28 luglio 2017 22:21

BOSTON - «Sono felice di giocare in una grande squadra come la Roma e di poter condividere lo spogliatoio con compagni così importanti. Sto cercando ambientarmi il prima possibile per raggiungere la migliore intesa con giocatori e staff. Mi trovo bene con tutti, non solo con i miei compagni di reparto». Queste le prime parole di Hector Moreno, primo acquisto dell'era Monchi, in apertura della conferenza stampa di presentazione, a due settimane dal suo arrivo nel gruppo giallorosso allenato da Eusebio Di Francesco. Sul suo ruolo in campo, il neo giallorosso spiega: «Sto cercando di capire la filosofia del mister, sono contento di giocare, che sia da terzino o da centrale. Quello del centrale è un ruolo che ho ricoperto più spesso ma se il mister riterrà diversamente sono pronto a giocare anche come terzino». 

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«SCETTICISMO? FARO' CAMBIARE IDEA A TUTTI» - A chi gli chiede perché il capitano della Nazionale messicana arriva così tardi a giocare in un club come la Roma, Hector Moreno risponde: «Non saprei rispondere, personalmente son una persona religiosa che ritiene che le cose succedano quando devono succede, al momento giusto. Sulla tempistica, non voglio addure scuse ma nelle due finestre di mercato prima dei Mondiali ho avuto due infortuni e in una di queste occasioni ho dovuto subire un'operazione chirurgica per una frattura. Ora sono felicissimo di essere qui alla Roma, sento di aver raggiunto la mia massima maturità ed è la tappa più importante della mia carriera. Non ho avuto modo di riscontrare scetticismo dei tifino ma cerco sempre di concentrarmi sul lato positivo delle cose e sulle persone che invece credono in me e nella squadra. Se qualcuno è scettico, spero di fargli cambiare idea e di conquistare la stessa fiducia che hanno in me il club e l'allenatore».

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«DE ROSSI MI HA IMPRESSIONATO» - Il difensore messicano, quindi riferisce di essere rimasto impressionato dalla personalità di Daniele De Rossi. «Già lo conoscevo perché l'ho seguito con la Roma e la Nazionale italiana. So quello che rappresenta per questa squadra. E' un calciatore esperto con un percorso molto importante. Ma è sempre lì a lavorare sodo, prova ad aiutare i compagni e cerca sempre di migliorarsi. Da questo punto di vista è un esempio da seguire». Sul rapporto in campo con i compagni di reparto come Manolas e Fazio, Moreno dice: «Mi piacerebbe prima di tutto giocare, poi spetterà a me adattarmi alle caratteristiche dei compagni di reparto perché si tratta di grandi calciatori. Serve raggiungere la maggiore intesa possibile, sapendo che con Manolas ci sarà un'arma in più sotto l'aspetto della velocità e con Fazio si guadagna qualcosa in più sul gioco aereo».

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Sugli allenamenti molto tattici di mister Di Francesco, rivela: «Questo aspetto mi affascina molto. Nel calcio olandese non si dà molta importanza all'aspetto tattico e non si insiste moto come in Italia su certi aspetti. Nelle sedute di Di Francesco ci sono diverse ripetizioni dei movimenti, questo ci aiuterà sicuramente negli automatismi, per riuscire a mettere in pratica i suoi insegnamenti ogni domenica con più facilità».

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«ROMA, LA MIA SFIDA PIU' IMPORTANTE» - Sulle caratteristiche che può mettere a disposizione della Roma, aggiunge: «A lui piace il gioco offensivo, che parte con la manovra da dietro. Sono queste le mie caratteristiche: palla tra i piedi e personalità per cercare spazio tra le linee e attaccare la profondità». Sulla nuova sfida che lo attende, Hector conclude: «E' la più importante per me, mi sto preparando dall'inizio della mia carriera per poter rendere al massimo livello. Sono contento e sono consapevole della responsabilità. Mi sento rappresentante dei giocatori messicani in Italia, sono sicuro che facendo bene, la gente ma anche i dirigenti inizieranno a guardare con occhi diversi al calcio messicano ritenendo opportuno anche un investimento». (a cura di Italpress)

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