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Roma, De Rossi: «Juventus? Riduciamo i 4 punti dell'anno scorso»

Il capitano romanista, erede della fascia di Francesco Totti, ha parlato al canale tematico giallorosso: «Sento la responsabilità di essere un simbolo»

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sabato 29 luglio 2017 13:55

 

IL TEMPO CHE PASSA - A proposito del tempo che passa, De Rossi ricorda: «Il primo ritiro è stato nel 2001-2002, il ritiro dopo lo scudetto, tantissimo entusiasmo, non sono un fulmine in matematica, ma dovrebbe essere il sedicesimo, grande orgoglio, anche a livello fisico». E a ripensarci dichiara: «Quando si è vecchietti calcisticamente parlando, si tende ad avere fretta, il tempo sta per scadere, bisogna conviverci, ne parlo con i giovani, godetevi tutto, anche la lontananza dalla famiglia, dagli amici, fare il calciatore è qualcosa di unico». Le motivazioni? «Trovarle è sempre più difficile, la natura decide il tuo fisico, più si va avanti e più bisogna averne cura in maniera maniacale, le motivazioni me le danno l'amore per la squadra, per la città, per lo sport, voglio ripetere la stagione dello scorso anno».

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SIMBOLO - Sull'eredità ricevuta da Totti, De Rossi afferma ancora: «La vivo bene, è un'onore, ho lavorato per diventare una persona importante per i tifosi della Roma, la pressione non l'ho mai sofferta troppo, a fine partita sento questa responsabilità, di essere un simbolo per i romanisti, a 34 anni devo dare un equilibrio a questa mia focosità in campo, la fascia mi aiuterà».

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RUOLO - «Dal punto di vista tattico mi sento quasi unico, fino a quando il fisico reggeva sono stato una mezzala universale, segnavo e difendevo, poi sono diventato centrocampista centrale, il pensare di saper fare più ruoli è un qualcosa di positivo. Ci si mette a disposizione, le caratteristiche sono quelle».

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