Roma, Gerson, lo Stadium e i brutti ricordi: «L'anno scorso non ero pronto»
ROMA - L'anno scorso fu la mossa a sorpresa di Spalletti che fece tanto discutere. Titolare a sorpresa allo Stadium contro la Juventus, in un ruolo inedito per lui. Fini malissimo: sostituito al 45' dopo un brutto primo tempo. Ora però Gerson è cambiato: è più sicuro ed è cresciuto molto con Di Francesco. «L’anno scorso non ero nella condizione ideale - dice in un'intervista esclusiva sul sito della Roma - non ero presente con la testa, facevo cose in campo in cui non mi riconoscevo, stavo faticando da molti punti di vista.
Facciamo un punto sul campionato, come giudica la stagione della Roma fino a questo momento?
«La sconfitta in Coppa Italia non ci voleva… Abbiamo iniziato la stagione bene, concentrati sin dal precampionato, siamo tornati con una mentalità diversa, con la ferma convinzione di poter vincere qualcosa per la Roma perché è una squadra importante e non può rimanere troppo tempo senza vincere. Siamo migliorati molto, stiamo facendo bene ma sappiamo che la strada è ancora molto lunga e dobbiamo ancora fare molto».
E un suo bilancio personale fino ad oggi?
«Ho avuto una partenza migliore della passata stagione, spero di poter dimostrare le mie qualità anche se so che devo crescere molto. Voglio dare soddisfazioni alla mia famiglia, ai dirigenti che hanno creduto e credono in me, e ai tifosi».
Il tecnico Di Francesco fino a questo momento sembra riporre molta fiducia in lei…
«Devo molto a Di Francesco che fin da quando è arrivato ha creduto in me e mi ha aiutato a crescere. Mi ha aperto la testa e ampliato la visione. L’arrivo del mister ha portato benefici a tutta la squadra».
Le dà delle indicazioni particolari? Lui è un ex centrocampista…
«Sì è vero, è stato centrocampista ed è sempre prodigo di consigli per tutti i calciatori. Avendo giocato a calcio sa bene come vanno le cose e ci dà consigli per come comportarci in campo e fuori per me e per tutti gli altri».
Juventus-Roma: con quali aspettative andate a Torino?
«Sabato sarà senz’altro difficile per noi ma anche per loro. Dobbiamo riscattarci al più presto dell’eliminazione dalla Coppa Italia. Mi aspetto una partita combattuta, vincere li non è mai facile ma andiamo lì con quell’obiettivo».
Qual è il loro punto di forza?
«È una squadra fortissima e il punto di forza è la mentalità, la solidità e compattezza, la determinazione feroce di voler vincere. Ma anche noi stiamo acquisendo quella mentalità e andiamo lì per giocarci la nostra partita e per rendergli la vita molto difficile».
Giocare all’Allianz Stadium è cosi diverso dagli altri stadi, perché?
«Psicologicamente è difficile giocare lì. Anche in Brasile succede così; le squadre che vincono diversi titoli di fila si ammantano di una aura di invincibilità. È una squadra forte, ma a dire il vero io credo che la Roma di questo anno possa darle del filo da torcere».
Fiorentina-Roma è stata fin qui la sua migliore prestazione con la maglia della Roma?
«Vero, è stata una partita speciale e coronata dalla doppietta, ma non mi accontento so che posso dare di più».
Anche a Londra è andata bene. Si aspettava di giocare o è rimasto sorpreso?
«Non mi ha colto di sorpresa, stavo lavorando per farmi trovare pronto e cogliere una occasione come quella. Da professionista devo farmi trovare pronto».
Le piace il ruolo di esterno alto o si sente centrocampista?
«Mi trovo bene a ricoprire tutti e due i ruoli. Anche in Brasile giocavo più dietro o più avanti. Mi piace sia una posizione, sia l’altra».
Quali sono gli obiettivi di questo gruppo?
«La Roma è un grande club non solo del calcio italiano, ma mondiale e dipende tutto da noi».
La favorita rimane la Juventus o no?
«Il campionato quest’anno è equilibrato ed è bello per tifosi. Spero davvero che la Roma possa arrivare in testa alla fine». Il turn over da giocatore come si vive?
«Di partita in partita il mister cambia spesso giocatori. È un fatto positivo perché tutti dobbiamo farci trovare pronti».
Da cosa si riparte dopo il Torino?
«Come dicevo prima, è questione di testa concentrazione e volontà di vincere».
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