Carlo Verdone sta con Mourinho: «Ho visto il suo Manchester United, mi piace moltissimo»
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Carlo Verdone sta con Mourinho: «Ho visto il suo Manchester United, mi piace moltissimo»

L'attore in un'intervista a Rai Radio2 ha parlato anche dell'amore per il calcio e per la sua Roma: «Rimpiango un po' lo stadio, quei derby di un tempo, quando andare all'Olimpico non era pericoloso»

ROMA - Carlo Verdone è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso della trasmissione "I Lunatici", condotta da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall'1.30 alle 6.00 del mattino.

Il popolare attore romano ha parlato dei suoi prossimi progetti e del nuovo film al quale sta lavorando: "Ho scritto cinque soggetti - spiega - ma dobbiamo essere d'accordo anche con il produttore. Il momento per il cinema italiano è talmente difficile che bisogna stare molto attenti, i risultati di questo inizio di stagione per il nostro cinema sono stati terribili. Se devi sbagliare, devi farlo con la coscienza di averci messo tutta l'anima, tutto il cuore". "E' cambiato tutto, non voglio essere nostalgico - aggiunge - ma senza la sala cinematografica si perde molta poesia. Sta cambiando la fruizione del prodotto, io lavorerò ancora un po', non è che posso lavorare in eterno, però probabilmente farò una incursione con una serie televisiva. Almeno una la dovrò fare. Me lo chiede il produttore e mi rendo conto anche io che con i tempi che corrono bisogna mettersi in gioco anche con cose del genere. Il mondo cambia, bisogna adeguarsi".

Durante la chiacchierata notturna con I Lunatici Verdone ha dato voce al suo lato più malinconico: "Spesso mi capita di pensare alla famiglia,ai problemi, ai figli. Dedico un pensiero ai miei genitori, c'è sempre un momento della giornata in cui rivado con la mente ai periodi migliori, più belli. Quelli della mia giovinezza. Liceo e università. Lo faccio con gioiosa malinconia, è una carezza, non tristezza. Cerco di ricordarmi delle cose che mi piacerebbe rivedere. Non amo questo periodo dal punto di vista storico e culturale. Viviamo in un mondo che sta molto cambiando. Mi manca l'umanità che c'era un tempo". Le cose che ricordo con piacere del passato sono quelle che mi tengono ancora in piedi dal punto di vista della felicità interiore. I bei ricordi del passato non me li può toccare nessuno

Quanto al presente Verdone osserva: "Siamo nell'epoca della trasformazione continua. Come si aggiorna lo smartphone, ci aggiorniamo noi. Non c'è più il gusto di fare una telefonata a un amico, con calma. Perché non c'è più il telefono fisso e col cellulare non è vero che le comunicazioni siano più belle. Mi rendo conto di sembrare un vecchio nel parlare così, però è un peccato, perché oggi si risolve tutto con un whatsapp, ma non è la stessa cosa".

Poi parlando di Roma, la sua città, l'attore afferma: "Vivo in un appartamento che sta molto in alto, Roma è sempre meravigliosa, ma vista dall'alto ha una strana tristezza. Non è bene illuminata come le altre capitali europee. Potrebbe essere la città più ricca d'Europa, perché ha la grandezza dell'antichità, e invece...".

Mentre sulla Roma, la squadra del cuore: "L'amore per la Roma è l'amore per dei colori, che per me sono il giallo e il rosso. Quando li vedo, torno bambino, come quando collezionavo le figurine. Rimpiango un po' lo stadio, quei derby di un tempo, quando andare all'Olimpico non era pericoloso. Oggi è tutto molto estremo, violento. Questo mi dispiace. Vedo il calcio inglese e mi rifaccio gli occhi. Nei giorni scorsi ho visto il Manchester United di Mourinho, mi è piaciuto moltissimo. Avevo scommesso sul risultato esatto e l'ho preso. Ogni tanto mi capita".

Una battuta sulle citazioni che spesso gli dedica il gruppo musicale dei The Giornalisti nei videoclip: "Mi sono molto simpatici, li ringrazio molto per gli omaggi che fanno a me e al cinema degli anni '80. Sicuramente hanno preso ispirazione da quel tipo di cinema, tra Acqua e Sapone e Borotalco. Sono molto bravi, il pubblico li apprezza, sono intelligenti, si sanno muovere bene, credo che dureranno molto".

Carlo Verdone ha parlato infine del suo rapporto con la notte: "Non vedo l'ora che arrivi la notte. Significa la fine della giornata, che nel lavoro è sempre stata molto molto intensa. In questo momento sto scrivendo il soggetto del nuovo film che stavolta è stato molto molto faticoso. Quando alle 19.00 finiamo di lavorare sono sempre stremato. Mi piace vedere l'arrivo della notte. Mi tranquillizzo, perdo l'adrenalina che avevo la mattina o il pomeriggio. Inizio a rilassarmi. Mi concedo un po' di musica, guardo un po' di televisione, prima di addormentarmi leggo sempre qualcosa".

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