Roma, Pallotta: «Voglio lo stadio entro tre anni»
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Roma, Pallotta: «Voglio lo stadio entro tre anni»

Il presidente: «Inizieremo a costruire alla fine dell’anno, poi ci vorranno circa 28 mesi prima dell’apertura»

ROMA - «Spero che lo stadio possa essere terminato in tre anni». Il presidente della Roma James Pallotta è tornato a parlare nuovamente del progetto Tor di Valle, con l'auspicio di poterlo vedere completato e pronto all'uso entro il 2023. Parole rilasciate a Real Vision il 12 marzo, prima quindi dell'arresta di Marcello De Vito e del secondo terremoto giudiziario che ha coinvolto l'iter. «Inizieremo a costruire alla fine dell’anno, poi ci vorranno circa 28 mesi prima dell’apertura - le parole del presidente -. La cosa interessante con la Roma è che sono entrato come uno dei tre investitori passivi. Ho pensato che sarebbe potuto essere divertente e che avremmo potuto aiutare a costruire un marchio globale.

La verità è che pensavo che il calcio fosse il peggiore sport nella storia degli sport. Ora, quando guardo una partita a casa, accendo 5 televisori insieme in stanze diverse e cammino. Se sono a Roma durante una partita non riesco a sedermi. Sto in piedi con Tonino (Tempestilli ndr), un uomo che lavora nel club, e guardiamo il match. Il mio posto fortunato è il 13 e cerco sempre di tenerlo vuoto. Quando abbiamo comprato la squadra, era in grave difficoltà finanziaria. I precedenti proprietari, mentre potevano aver fatto un buon lavoro in alcuni anni sul campo, prendevano in prestito da altre imprese e hanno avuto grandi quantità di debito. Fondamentalmente Unicredit penso che in pratica sia stato il proprietario della squadra. Quindi abbiamo avuto molto da fare per cambiare subito questa cosa».

STADIO - I problemi dell'Italia, e la situazione legata allo stadio che ormai da cinque anni non trova via d'uscita: «Sono almeno tre anni che avrebbe dovuto esserci… Alcuni problemi probabilmente sono stati auto-inflitti dallo costruttore che possedeva i terreni (Parnasi ndr), ma altri dal governo. A volte è solo più facile non prendere una decisione, e a volte hai un cambiamento da un governo a un altro ed è come se dovessi ricominciare tutto da capo. La cosa frustrante è che stiamo pagando per questo.

Non è come negli Stati Uniti, dove in molti casi ti danno centinaia di milioni di dollari di crediti d’imposta o agevolazioni fiscali o persino denaro per l’infrastruttura. Nel nostro caso, non otteniamo denaro per le infrastrutture, non otteniamo soldi per lo stadio. Quindi sarà un’opera finanziata privatamente che sarà utilizzata da tutta l’Italia meridionale. Costruiremo uno stadio da 54.000 posti, 270.000 metri quadrati di spazio per l’intrattenimento. Quindi speriamo che tutto sia a posto entro la fine di maggio e che non cambi nulla, così da ottenere le risorse finanziarie necessarie e mettere la prima pietra entro fine dell’anno». Pallotta profeta prima del caso De Vito: «Speriamo che i politici non mandino tutto all’aria. Sono sempre le questioni politiche che rovinano le economie. Cioè, mi preoccupo del livello di debiti come ho fatto per tutta la vita. Ma la cosa che mi preoccupa di più sono le decisioni politiche, sia in Italia che nel mondo in generale».

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