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Carles Perez: "Capisco il taglio stipendi. La 10? No... Qui è troppo importante"

L'attaccante spagnolo ha raccontato il suo isolamento nella Capitale e le prime impressioni sul club giallorosso

Carles Perez:
© LAPRESSE

ROMA - Sette presenze e un gol con la Roma, poi Carles Perez ha dovuto fermarsi - come tutti - per l'emergenza Coronavirus. La sua esperienza nella Capitale fin qui è stata sfortunata, non per colpa sua ma per l'epidemia che sta bloccando il mondo dello sport. L'attaccante ex Barcellona in una diretta Instagram con il quotidiano Marca ha raccontato come trascorre le giornate in isolamento e le sue prime impressioni sul mondo Roma. 

Come sta vivendo la quarantena?
"Sono solo da ventidue giorni. La mia famiglia sta bene ed è in Spagna, ma per ora tutto bene".

Sugli allenamenti.
"Ho un preparatore atletico. Il mio programma cambia ogni settimana. E’ importante mantenere la forma fisica ma non possiamo usare il pallone. La cosa più importante è la salute della gente e che tutti restino a casa. Si tornerà alla normalità".

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Come vi siete accordati nella Roma sul taglio?
"Non posso commentarlo".

Come va con l’italiano?
"Bene. Con Diego Perotti parlo in spagnolo visto che è argentino, così come con Gonzalo. L’italiano lo sto studiando e inizio a parlarlo".

Come sono i tifosi giallorossi?
"I tifosi romanisti sono un’altra cosa rispetto a quelli in Spagna. La gente della Roma vive il calcio in un altro modo, molto più intensamente. Ci sono lati positivi e negativi. Gridano tutta la partita, appoggiando la squadra".

I laziali che le dicono?
"No, nulla, ma qui per la gente il calcio è vita e te ne rendi conto in campo".

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Come città meglio Roma o Barcellona?
"Roma è spettacolare, ma dico Barcellona perché ho passati tantissimi anni lì dove ho tanti amici".

Possibile tornare in Champions?
"L’obiettivo è entrare in Champions e andare avanti in Europa League".

Ha incontrato Totti?
"Non l’ho visto. Da quando sono a Roma non è mai venuto al centro sportivo".

Sulla ripresa del campionato
"Non mi aspettavo l’accoglienza che ho ricevuto. Sono super felice per la mia situazione nella squadra così come con i tifosi. Noi vogliamo tornare a giocare, vediamo se sarà possibile".

Cosa è successo con il Barcellona?
"Non so perché il Barca mi abbia mandato via, ma ho rispettato la loro decisione. Ora sono un giocatore della Roma e sono felice di esserlo".

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Sulle giovanili del Barcellona
"Si parla tanto della cantera, che i ragazzi del Barca B vanno in prima squadra. In parte è così, ma non sempre. A volte c’è bisogno di tempo per adattarsi e non viene dato, come successo con Cucurella che adesso sta facendo benissimo al Getafe".

C’è un diritto di recompra?
"No, il Barcellona non ha un diritto di riacquisto. Ho firmato per quattro anni con la Roma".

A Roma può essere protagonista.
"Al Barça sapevo che non poteva essere così perché avevo davanti il miglior giocatore del mondo. Ho scelto la Roma perché era la situazione perfetta per me, qui posso giocare minuti importanti anche se sono giovane. Cerco minuti di responsabilità, al Barcellona giocavo poco mentre qui posso giocare titolare in Europa e da protagonista".

Cosa le ha detto Fonseca per convincerti?
"Fonseca mi ha chiamato parlandomi della squadra, della società e dei compagni nello spogliatoio. Mi è piaciuto cosa mi ha detto e come ha cercato di convincermi e ho scelto la Roma. Avevo offerte dalla Spagna, Inghilterra e Germania, ma la proposta che più mi è piaciuta è stata la Roma e ho deciso di venire qui".

La Serie A è sempre stata molto tattica, ora sta cambiando qualcosa come con l’Atalanta?
"Qui in Italia si difende molto meglio. Per me sarebbe più facile giocare in Spagna che qui, dove ci sono più spazi. Qui c’è più intensità difensiva. Però guarda l’Atalanta, c’è un po’ di tutto".

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Un giudizio su Pastore?
"Ha tantissima qualità".

In futuro che numero vorresti? La dieci?
"No, il dieci no. Pesa tanto qui quella maglia (ride, ndr). Mi piacerebbe mettere l’undici".

Con Kluivert come ti trovi?
"Mi trovo bene con lui, ha grande qualità. Ma devo dire che mi trovo bene con tutti".

Qual è il suo ruolo preferito?
"Come esterno destro. Poi sono disponibile a giocare anche più vicino alla punta, ma se devo scegliere preferisco a destra".

A chi cerchi di ispirarti?
"Leo Messi. Escluso lui? Robben mi è sempre piaciuto, ma ci sono tanti altri giocatori che guardo".

Che differenze ci sono a livello di intensità negli allenamenti tra l’Italia e la Spagna?
"Credo sia uguale. Non vedo differenze. Forse in Italia c’è più attenzione alla tattica. Al Barca usavamo molto di più il pallone".

La Lazio sta facendo una stagione spettacolare, per la Roma sarebbe meglio non vincesse lo Scudetto
"Sarebbe meglio (ride, ndr)".

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