Roma, il derby non è mai finito

Roma, il derby non è mai finito© LAPRESSE
Giancarlo Dotto

ROMA - Cose mai viste e già tutto visto. Questa è la storia della Roma. Tra lo Spezia che è stato e lo Spezia che sarà, l’incubo è totale. La notte passata a strizzare dalle maglie ettolitri di angoscia e quintali di sudore superfluo, quello di supplementari che nessuno si augurava e nessuno poteva prevedere. Aggiungi fantasmi, cartellini rossi sventagliati come raffiche di mitra, il gol decisivo dell’ex, che è peggio di un colpo di mitra e, comica finale, l’ennesima toppa da regolamento frainteso. La sesta sostituzione abusiva. Sarebbe stata comunque sconfitta a tavolino.

Fuori dalla Coppa Italia è un verdetto che arriva brutale a replicare quattro giorni dopo la sconfitta non meno brutale del derby. Indifendibili tutti, più indifendibile che mai questa volta Paulo Fonseca. Difetto di lucidità evidente, il suo. Incomprensibili a dir poco i cambi, tra quelli fatti, quelli tardivi e quelli mai fatti. Quel fuori Villar e Micki (i leader assoluti di una squadra ancora in stato di choc postumo) e quel dentro Perez suonano assurdi. Come la panchina a oltranza di Dzeko. Lo Dzeko inguardabile del derby resta comunque lusso puro rispetto al Mayoral inguardabile di ieri sera. La cui frenesia, quando perde smalto tecnico, lo fa pericolosamente somigliare al brocco che non è. Almeno tre suoi gol mancati che ancora gridano vendetta nell’Olimpico romanista.

Cose mai viste e già tutto visto. La Roma, come nessuna, sa apparecchiarsi i suoi incubi. Ci mette una voluttà speciale, un talento raro. Voltare pagina? Facile a dirsi, ma se la pagina è un blocco di travertino sono cavoli amari. Derby come quelli di venerdì sera non fi niscono il venerdì sera. Si chiama Spezia, ma è ancora Lazio. Si chiama Galabinov ma è più che mai Immobile, lo chiamano Saponara ma è sempre Luis Alberto. Lo sfregio di Verde è solo la pennellata dell’incubo. Lo Spezia arrivava “perfetto” nella scena del crimine. Cinque anni fa era una modesta squadra di B e costò di fatto la panchina a Rudi Garcia. Ieri sera ha probabilmente precipitato il destino di Paulo Fonseca, sotto le facce bendate ma intuibilmente attonite dei due Friedkin in tribuna, che ci metteranno un bel po’ a farsi decifrare quello che è successo nei centoventi minuti di ieri sera. Per non parlare di Tiago Pinto che, in pochi giorni di Roma, ha visto il peggio della Roma. Il derby non è mai fi nito e chissà quando finirà. 

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