Roma mai così giovane: le scelte di Mourinho

Dalla scelta di Abraham al posto di Dzeko al lancio di Darboe, Bove e Zalewski. Il portoghese lavora in campo con i baby del vivaio chesono seguiti da uno staff ad hoc
Roma mai così giovane: le scelte di Mourinho
3 min
Guido D'Ubaldo
TagsMourinho

La Roma ha cambiato pelle. Non sono molti i nuovi giocatori arrivati (solo quattro), ma tutti hanno un comune denominatore: hanno fame di vincere. A parte Rui Patricio, che rappresenta un discorso a parte essendo un portiere, Abraham, Shomurodov e Viña sono giovani con quelle caratteristiche, individuati da Pinto con lo scouting e condivisi con Mourinho. La Roma con il Milan è tra le big con l’età media più bassa: in assoluto, solo Venezia, Empoli e Spezia sono più giovani. Un traguardo del quale Tiago Pinto va orgoglioso, raggiunto dopo aver ricevuto l’incarico dai Friedkin, i più convinti assertori della linea verde. Il dirigente portoghese ha introdotto un programma innovativo, già testato al Benfica ma perfezionato a Roma. L’esplosione di Bove, Zalewski e prima ancora di Darboe è il frutto di questa strategia innovativa, che a Trigoria non si era mai vista.

Mourinho vuole responsabilizzare i giovani

Tanta attenzione per i giovani, alcuni dei quali fanno parte della rosa di Mourinho: Bove, Zalewski, Darboe e il terzo portiere Boer. Questi ed altri ragazzi si allenavano in pianta stabile in prima squadra già nella seconda parte della scorsa stagione. Sono stati seguiti da uno staff con tutta una serie di attenzioni: dalla preparazione atletica, ai controlli medici, dalla nutrizione alla comunicazione. Un ragazzo che arriva in prima squadra viene affiancato in maniera costante e questo accadrà anche in futuro, quando un gruppetto dei migliori della Primavera di quest’anno si affaccerà alla corte di Mourinho. Anche loro faranno parte di un percorso, con l’obiettivo di non farli sentire delle superstar, ma responsabilizzarli. La strategia non riguarda solo i giovani cresciuti nel vivaio, ma anche gli investimenti fatti per rinforzare la prima squadra, che andranno sempre in una certa direzione: sono stati spesi 40 milioni di euro, per Abraham, che al lordo di ingaggio è costato 5,8 milioni grazie al Decreto crescita. Niente a che vedere con i 15 milioni lordi di Dzeko. Acquisti come quelli di Mkhitaryan e Smalling rappresentano un’eccezione che raramente si ripeterà in futuro. Gli acquisti devono essere sostenibili, per evitare di avere giocatori con ingaggi alti che non hanno mercato. Quest’anno la Roma non ha ceduto nessun titolare, la strategia dei Friedkin e di tenere sempre i giocatori più forti, al contrario di quello che accadeva con Pallotta.

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