Grazie Roma, le nuove parole chiave dello Shakhtar

Le iniziative giallorosse in favore dei profughi ucraini ospitati nello Shelter Center Arena di Leopoli, confermano ancora una volta che cosa la Roma intenda per azioni di solidarietà concreta in favore di un popolo che lotta per la libertà
Grazie Roma, le nuove parole chiave dello Shakhtar© AS Roma via Getty Images
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Xavier Jacobelli

L'Arena L'viv è lo stadio di calcio di Leopoli, in ucraino L'viv. Venne inaugurato nel 2011, in vista dell'Europeo dell'anno successivo, vinto dalla Spagna che in finale sconfisse l'Italia di Prandelli. Oggi l'impianto si chiama Shelter Center Arena L'viv: è diventato, letteralmente, il rifugio di centinaia e centinaia di profughi ucraini in fuga dalle loro case, bombardate e distrutte dalla criminale aggressione russa all'Ucraina. Uomini, donne, bambini scampati alla morte e ora senza più nulla, se non la solidarietà concreta di chi è sceso in campo al loro fianco. Come la Roma che allo Shelter Center ha destinato l'incasso della partita con lo Shakhtar: denaro con il quale verranno acquistati viveri, medicinali, vestiti, generi di prima necessità. Da quando è scoppiata la guerra, sulle maglie dell'ex squadra di Roberto De Zerbi sono stampati i nomi delle città martiri ucraine ed è bastato leggere sul Corriere dello Sport le parole di Dario Srna, già capitano e ora direttore sportivo dello Shakhtar, intervistato da Roberto Maida, per capire che cosa abbia significato la partita di domenica per la formazione dei Minatori del Donbass. "Grazie Roma, ora possiamo rinascere", ha affermato Srna. L'iniziativa dei giallorossi conferma una volta di più che cosa significhi aiutare il prossimo per l'ammirevole società dei Friedkin che, in favore del popolo ucraino, ha promosso diverse iniziative, sostenendo l'attività dell'Unhcr (United Nations High Commissioner for Refugees), l'Alto Commissariato Onu per i Rifugiati). Il logo Unhcr spiccava sulle maglie indossate dai giallorossi, per dimostrare anche mediaticamente il sostegno all'Ucraina. Quattro di quelle maglie sono andate all'asta; ventitré giovani calciatori ucraini, in questo periodo ospiti dell'Aquila Calcio, si sono allenati a Trigoria prima dell'amichevole; sessanta bimbi ucraini, accolti nella capitale, erano in tribuna all'Olimpico; duecento gli altri ospiti ucraini invitati allo stadio. Nella straordinaria notte della presentazione romanista ai tifosi, lo Shakhtar ha compreso una volta di più di non essere solo. Adesso potrà ripartire e due saranno le sue parole chiave: Grazie Roma.

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