Roma, non è il solito Rui Patricio. Ma resta un punto fermo

I numeri sono simili, il rendimento in lieve flessione. José e lo staff sono con lui, che accetta le critiche
Roma, non è il solito Rui Patricio. Ma resta un punto fermo© AS Roma via Getty Images
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Chiara Zucchelli
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ROMA - Non è (solo) una questione di numeri. Per quanto, in allenamento, Mile Svilar dia sempre il massimo e più di qualcuno a Trigoria pensi che presto possa arrivare, anche in campionato, il suo momento, il portiere titolare, titolarissimo, della Roma, è Rui Patricio. Nonostante le prestazioni del portoghese non siano brillanti come nella seconda fase della scorsa stagione, Rui era e resta un punto fermo per l’allenatore e i compagni.

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Il confronto

I numeri, sostanzialmente, sono uguali a un anno fa: 9 gol subiti in 9 partite di Serie A, porta inviolata in 3 occasioni al contrario delle 4 del 2021. Eppure c’è la sensazione che, tra errori e sfortuna, Rui Patricio non sia, ancora, quello del primo anno da romanista. Non è (solo) una questione di numeri: non lo aiuta, certamente, la difesa della Roma, intesa come fase di tutta la squadra, meno coperta rispetto al passato. E non lo aiuta neppure il fatto che il rendimento difensivo non cambi tra Italia e Europa: 12 partite, 12 reti incassate, 90’ senza subire gol solo contro Salernitana, Cremonese, Monza e Helsinki. Infine, non lo aiuta la concreta possibilità di partecipare sì al Mondiale, ma senza essere titolare: è un totem della nazionale portoghese, uno dei senatori dello spogliatoio, anche grazie all’ottimo rapporto con Cristiano Ronaldo, ma non sarà lui a partire dall'inizio. A 34 anni può, forse, accontentarsi di vedere dalla panchina quella che sarà la sua ultima grande occasione in nazionale, ma non può accontentarsi, invece, di quello che accade nella Roma.

I colloqui

Perché il miglior portiere della Conference League dello scorso anno, nonché un punto fermo di José Mourinho, ha bisogno di ritrovare non tanto la condizione, quanto il rendimento. In Portogallo si sussurra che, da qualche tempo, conviva con un piccolo fastidio alla schiena, ma da Trigoria nessuno conferma e, anzi, Rui Patricio viene descritto come un giocatore molto attento agli allenamenti personalizzati (yoga compreso) e a tutti quei piccoli grandi dettagli che sono fondamentali per un calciatore di 34 anni. Gli errori, come quello contro il Betis o quello contro l’Inter, sono segnali che né Mourinho né il preparatore, Nuno Santos, vogliono sottovalutare, ma la fiducia nel numero uno portoghese è totale. Ecco perché, oltre agli allenamenti in campo, ci stanno parlando molto fuori. Rui Patricio è considerato un elemento imprescindibile della rosa e quella frase scritta su Instagram qualche giorno fa: “La pressione è un privilegio” racconta molto di quale sia il carattere del ragazzo, tutto Trigoria e famiglia. Una famiglia che è la sua roccia nei momenti più complicati, come questo in cui più di qualche tifoso, sui social, lo ha attaccato per prestazioni non proprio brillanti. Ma, al contrario di altri, Rui Patricio non ha chiuso i commenti: non è abituato a scappare o a fuggire dalle proprie responsabilità, anche quando i gol sono di più di quelli che vorrebbe prendere. Ma, appunto, non è (solo) una questione di numeri.

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