Il piano dei Friedkin: Roma sempre più solida e valorizzata

La tournée in Giappone per promuovere il brand in Asia, l’accordo con l’Adidas, la ricerca di nuovi partner commerciali, lo stadio, i rapporti con l’Uefa e l’Eca
Il piano dei Friedkin: Roma sempre più solida e valorizzata© AS Roma via Getty Images
4 min
Chiara Zucchelli
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ROMA - Come d’abitudine, nel silenzio delle parole non dette ma nella concretezza dei fatti realizzati, Dan e Ryan Friedkin proseguono il piano per il rilancio, commerciale e manageriale, della Roma, iniziato nell’agosto 2020, quando hanno acquistato il club. Se, da una parte, c’è il campo che, nel 2022, non ha portato in dote la Champions a cui ambivano, ma ha portato un trofeo dopo 14 anni di nulla, dall’altra ci sono i lavori, gli incontri e le riunioni che Dan e Ryan, con i loro dirigenti e anche con Corbin, l’altro figlio del presidente sempre più romano, come il fratello, stanno portando avanti. Giocando su più piani e su più continenti: l’Europa, l’America e adesso anche l’Asia, con la tournée in Giappone breve (una settimana), ma densa di appuntamenti. Nessuno conosce la loro agenda, pertanto la presenza a Tokyo non è confermata, ma la voglia, e la necessità, di far crescere la Roma a livello commerciale, e quindi di incassi, sono ben chiare. Il tutto con un occhio sempre presente e attivo per tutto quello che riguarda il campo: Mourinho è l’allenatore, Tiago Pinto il manager ma, come logico, l’ultima parola è sempre la loro. Ed è la parola di chi osserva le cose in prima persona, non le ascolta riportate. 

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Verso il 2023

L’anno che si sta chiudendo, per la Roma, sarà un anno da ricordare. Oltre al successo sportivo, ci sono state importanti novità in chiave finanziaria ed economica: prima l’uscita dalla Borsa, poi il bond, ripagato con 275 milioni di cui 92 versati di tasca propria dalla proprietà. E, infine, le nuove strategie per aumentare il valore del brand e ridurre il passivo in bilancio. La promozione del marchio nel mercato asiatico è fondamentale, l’accordo in divenire con Adidas come sponsor tecnico anche, la necessità di trovare nuovi partner prosegue. Anche perché finora il Gruppo Friedkin ha investito nella Roma quasi 700 milioni di euro e non c’è segnale più grande di questo a garantire i piani per il futuro. Futuro di cui, inevitabilmente, farà parte il nuovo stadio a Pietralata e di cui faranno parte i rapporti con la Uefa e con l’Eca: in questo senso è stato molto prestigioso, per la Roma, il convengo sul calcio giovanile organizzato a Trigoria per la prima volta in Italia. Non solo: i buoni rapporti con le istituzioni del calcio pongono il club in un ruolo sempre più centrale nel panorama calcistico europeo.

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Il fattore Olimpico

Ha avuto un ruolo di primo piano anche lo stadio Olimpico. A livello commerciale, e di impatto televisivo, avere un impianto che, da marzo, è sempre tutto esaurito ha un valore importantissimo. Non solo economico in senso stretto, ma proprio come immagine da esportare ovunque. La scelta di mettere i biglietti a prezzi popolari è stata vincente: il merito è dei dirigenti, ma senza l’avallo della proprietà non sarebbe stato possibile. Tra l’altro, l’Olimpico pieno ha creato anche un importante indotto di maglie, sciarpe e tutto quello che ne consegue. Per questo nel 2023 si continuerà su questa strada.

Dall'Europa al Mondo

Il viaggio in Giappone darà l’opportunità alla Roma di parlare con nuovi sponsor e durante la sosta ci saranno ulteriori eventi commerciali in una terra dove i colori giallorossi mancavano da 18 anni. Ultimo aspetto riguarda le sedi: viale Tolstoj è il cuore pulsante del lato corporate e commerciale mentre i Friedkin hanno fissato il loro quartier generale a Trigoria. Perché è vero che la finanza conta e conta anche molto, ma è vero anche che il cuore di tutto il progetto era e resta la squadra. La più grande differenza con la gestione precedente, forse, è tutta qui. Anzi, ce n’è anche un’altra: la Roma ha investito, solo di cartellini, oltre 100 milioni in due anni e mezzo. Lo faceva anche la società guidata da Pallotta, senza dubbio, ma venivano ceduti i pezzi pregiati della rosa. Questo, i Friedkin, non lo hanno, almeno per ora, mai fatto.

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