Roma, tutti i retroscena su Zaniolo: cosa ha detto a Mourinho e Pellegrini

Nicolò ha vissuto una vigilia intensa prima della partenza della squadra per raggiungere La Spezia
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Jacopo Aliprandi
TagsRomaZanioloMourinho

Silenzioso, inquieto e poco coinvolto. Non è difficile immaginare lo stato d’animo di Nicolò Zaniolo nell’allenamento di rifinitura di ieri pomeriggio al Fulvio Bernardini, prima della partenza della squadra per raggiungere La Spezia. Lui è rimasto a Roma, ha salutato i compagni ed è tornato a casa con il padre aspettando la chiamata del suo agente e, quindi, novità dal mercato. Di certo è stato un allenamento particolare per lui, sotto lo sguardo di Mourinho e di Tiago Pinto, sempre indossando il fratino e giocando con le riserve.

L'allenamento

Zaniolo ieri ha svolto l’intero allenamento con la squadra. Prima la parte atletica, poi quella tattica ma con il gruppo di giocatori che chiaramente non sono tra i titolari. Sguardo serio, anzi, cupo, un malumore percepito anche dai compagni che non si sono intromessi nei discorsi privati (ed economici) di un ragazzo che adesso non vede l’ora di lasciare Roma per mettersi tutto alle spalle e cominciare un nuovo capitolo della sua carriera. Solamente i senatori della squadra hanno parlato con lui, non solo ieri ma anche nei giorni passati, quando è maturata la decisione - di comune accordo con la Roma - di aprire alla cessione già nel mercato invernale.

L'esclusione

Come la scorsa estate in Portogallo, con quel colloquio post allenamento al centro del campo dello stadio Municipal di Albufeira, anche stavolta Pellegrini ha parlato con l’attaccante, per cercare di capire la sua situazione e se ci fossero delle possibilità di vederlo tra i convocati della gara contro lo Spezia. «Non ho la testa adesso per giocare». Parole dette venerdì pomeriggio al suo capitano e poi ribadite anche a Mourinho che ha deciso di lasciarlo inevitabilmente a Roma senza quindi portarlo a La Spezia, casa sua, dove sarebbe stato naturalmente al centro dell’attenzione mediatica.

Il silenzio

Dopo l’allenamento Zaniolo ha salutato i compagni di squadra - che salvo clamorosi colpi di scena rivedrà martedì a Trigoria, dopo il probabile giorno di riposo che Mou concederà ai suoi - facendogli l’in bocca al lupo per la partita. Nicolò ha aspettato l’arrivo del padre Igor per tornare a casa e lasciarsi una difficile giornata di lavoro alle spalle. Non è uscito dalla sua villa di Casal Palocco, in questo momento non vuole avere contatti con l’esterno ma solo con la famiglia, il suo agente (che è a Roma) e gli amici stretti. Non vuole parlare, lo farà - lui e chi gli è vicino - dopo l’eventuale cessione. Per raccontare la sua versione di questo ultimo anno tra il mercato, il mancato rinnovo e il rapporto con i tifosi, con i quali è ormai terminato quell’amore reciproco che in questi anni ha alimentato i sogni e le sperante di entrambe le parti. Sette mesi fa, dopo il suo gol nella finale di Conference League, nessuno avrebbe mai immaginato questo epilogo: i fischi e le critiche di una parte dei romanisti, ma anche i vergognosi insulti sui social (che lo hanno costretto a disattivare i commenti).

Manca l'offerta

Zaniolo adesso aspetta novità dai club interessati a lui, in primis il Tottenham di Conte che fin qui non ha ancora presentato un’off erta ufficiale. Pinto - partito con la squadra - chiede 40 milioni, ma la sensazione è che possano bastarne 25 più bonus. Perché il club è uscito allo scoperto sulla cessione, e il ragazzo ha solamente un anno e mezzo di contratto: fattori che permetteranno agli interessati di giocare al ribasso. Il tempo è poco, tra nove giorni il mercato chiuderà e i tifosi conosceranno anche il futuro di Zaniolo che difficilmente prenderà parte alla trasferta di Napoli, il 29 gennaio. Sia la Roma sia il ragazzo sperano di arrivare alla cessione prima della gara del San Paolo.


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