Roma, medicina Ranieri: le 4 mosse per risollevare la squadra© AS Roma via Getty Images

Roma, medicina Ranieri: le 4 mosse per risollevare la squadra

Il rilancio passa per le scelte del nuovo allenatore: “Arrivo dopo la grandinata”. Ecco tutto quello che cambierà
Jacopo Aliprandi

Claudio Ranieri è stato chiaro in conferenza stampa: «Tutti mi devono aiutare perché non ho tempo di sbagliare. Abbiamo subito tre partite, una più bella dell’altra». Ma anche una più difficile dell’altra. Il tecnico lo sa, per questo è al lavoro per studiare le mosse più veloci per cercare di dare una svolta alla squadra e una sterzata alla stagione. «Sono stato chiamato dopo una grossa grandinata, e voi sapete quanto lavoro e quanta passione ci vuole per rimettere a posto un territorio del genere - ha detto ieri Ranieri ospite di Bibenda 2025 -. Io curerò i miei giocatori con lo stesso amore che voi usate per ogni grappolo d’uva dopo una burrasca». Non c’è tempo da perdere, in questo momento il tempo è nemico della Roma ma soprattutto di Sir Claudio che senza i nazionali e con qualche giocatore in infermeria deve pensare alle strategie per partire subito nel migliore dei modi già tra una settimana contro il Napoli. E allora alla base del lavoro ci sono quattro aspetti fondamentali da cui ripartire, già sottolineati alla squadra. La ricerca di una mentalità solida e vincente, gli aspetti tattici, il supporto dei senatori ma anche dell’Olimpico che deve tornare a spingere la squadra. Ranieri sarà accontentato, la tifoseria non lo lascerà solo.


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La testa: personalità e carattere per la risalita

La prima cura deve essere sulla testa. La squadra ha il morale sotto gli scarpini dopo aver cambiato tre allenatori in due mesi, quattro in dieci mesi, ed essere sprofondata al dodicesimo posto in classifica. L’Olimpico li contesta, i giocatori in campo non riescono a rendere e tutto il peso psicologico della situazione ricade naturalmente sulle prestazioni. Per questo Ranieri in conferenza prima di tutto ha voluto spezzare una lancia a favore dei suoi: «Io ho visto le partite e non penso che questi ragazzi non si siano impegnati. Magari correvano a vuoto e le cose non venivano». Il tecnico vuole lavorare sulla testa della sua squadra, riportando il morale alto, facendoli di nuovo divertire in campo ma al tempo stesso responsabilizzandoli di più. Specialmente i giovani. Il classico “bastone e carota”: si scherza in allenamento, ci si diverte, ma al tempo stesso il lavoro deve essere perfetto, così come la concentrazione e l’attenzione sugli esercizi. E poi naturalmete in partita: «Voglio gente che sputi sangue sul campo, che non molli di un centimetro anche se le cose vanno male. Io sono prima di tutto un tifoso e poi un allenatore. E i tifosi amano questo atteggiamento». Ecco, per ritrovare la vittoria serve la cattiveria, il carattere, la determinazione. Per ritrovare il supporto incondizionato della tifoseria, serve mettere tutto in campo come chiede Ranieri, come chiedevano anche sia Mourinho che De Rossi. E allora la spinta dell’Olimpico aiuterà anche a fare quel passo in più in partita che può decidere il risultato. Passo dopo passo, verso una serenità mentale che di fatto sarà la chiave per ritornare a giocare ad alti livelli. Ranieri è un allenatore-psicologo, capice la squadra, capice i suoi uomini e cercherà di indirizzarli verso i pensieri positivi come fatto già nelle sue precedenti esperienze alla Roma.


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La tattica: nuovo modulo e i giocatori sono sotto esame

Va bene la testa, va bene la personalità e il maggiore carattere in campo, ma serve anche una preparazione tattica per tornare a far girare la squadra nel migliore dei modi. Ciò che negli ultimi mesi proprio non si è visto in campo. La corsa a vuoto riferita da Ranieri è solo uno dei sintomi di una squadra che ancora non è riuscita a trovare la quadra tattica ideale per rendere al meglio. Del resto De Rossi aveva cominciato il ritiro estivo con l’idea di giocare con il 4-3-3, poi è stato costretto a cambiare formula praticamente alla fine della preparazione passando alla difesa a tre, tra qualche problema di caratteristiche dei suoi giocatori, alcune scelte sul mercato, e una maggiore attitudine di alcuni elementi al modulo con la difesa a tre. Non ha fatto in tempo a lavorarci che è stato esonerato, costretto a lasciare la patata bollente prima a Juric e adesso a Ranieri. Ma questa squadra può soltanto giocare con il 3-5-2 o il 3-4-2-1? La risposta la darà tra qualche giorno il tecnico testaccino che vuole studiare e analizzare i suoi giocatori per capire come far rendere al meglio l’undici titolare. Il grande problema del modulo utilizzato fin qui è legato alle fasce e agli uomini a disposizione. Senza Saelemaelekers ed El Shaarawy (per diverso tempo infortunato anche lui), la scelta dei quinti è ricaduta su Zalewski e Celik. A volte su Angeliño, ma schierato soprattutto da centrale dei tre difensori. In ogni caso su giocatori che non sono riusciti a esprimersi al meglio. Tutti i calciatori saranno quindi sotto esame, studiati da Ranieri nei prossimi giorni ma anche nelle prossime settimane per valutare la loro condizione e la loro adattabilità a un nuovo modul o. Il ritorno alla difesa a quattro, con il 4-3-3 o il 4-4-2, non è naturalmente tabù. Il tecnico studia. 

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I senatori: da Pellegrini a Hummels, serve la scossa 

La Roma deve ripartire, Ranieri chiede aiuto ai suoi senatori. Quel gruppo di giocatori quindi che ha esperienza da vendere, che sa come si può e si deve ripartire per uscire da questo periodo così complicato e negativo. I senatori sono tra le chiavi della rinascita, sono quei giocatori a cui il tecnico chiede qualcosa in più per ritrovare i risultati. Mancini, Hummels, Hermoso, Angeliño, Cristante, El Shaarawy, Dybala, Pellegrini e Dovbyk: i nove da cui ripartire, a cui Ranieri chiede uno sforzo per aiutare tutti gli altri a uscire dalla crisi. Il centravanti ucraino con i suoi sei gol stagionali è colui che ha dato un maggiore supporto al gruppo sebbene non tutto abbia funzionato al meglio in fase realizzativa. Ranieri a Dybala, El Shaarawy e Pellegrini chiede proprio questo: maggiore supporto ad Artem, maggiore pericolosità e imprevedibilità in attacco per riuscire a migliorere i numeri offensivi e trovare maggiori spunti per trovare la porta. Il dato eloquente fin qui: la Roma è tra le squadre che hanno tirato di più in campionato ma senza centrare la porta. Attenzione, precisione, qualità: serve tutto questo per dare una svolta alla stagione. Ma anche sostanza, quella che viene chiesta a Cristante, sottotono in mezzo al campo e relegato per questo in panchina da Juric nelle ultime gare di Serie A, fatta eccezione contro il Bologna. Angeliño tornerà sulla fascia, a lui gli verrà chiesta una buona fase difensiva e un supporto anche a quella offensiva. Mancini-Hummels-Hermoso: a voi la difesa. Insieme chiaramente a N’Dicka. Ranieri abbasserà la linea difensiva per evitare ripartenze e buchi interni per cercare di metterli il più possibile a loro agio. A tutti e nove però chiederà aiuto, non solo tattico ma anche in termini di personalità: devono prendersi la Roma sulle spalle e guidarli già in queste prime delicate sfide contro Napoli, Tottenham e Atalanta.


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L'ambiente: il sostegno dell’Olimpico per il morale

Nel giro di quattro giorni la Capitale è passata dal riempirsi di striscioni contro la squadra a festeggiare il ritorno di Ranieri e a supportarlo con messaggi sparsi un po’ per tutti i quartieri. Gli ultimi nella notte: «Per l’ennesima volta non ti sei tirato indietro. Ranieri eterno condottiero». E ancora: «La nostra maglia, il tuo grande vanto! Bentornato mister». In onore dell’ultimo dei tanti gesti di amore di Ranieri nei confronti della Roma, l’artista Drugi ha voluto dedicargli un murale: nella sua Testaccio è apparso un murale che raffigura il tecnico giallorosso mentre tiene tra le braccia una lupa. Insomma, tra Ranieri e i romanisti continua a essere amore, e questo feeling aiuterà senza ombra di dubbio anche la squadra come successo dopo l’esonero di Mourinho e l’arrivo di De Rossi sulla panchina giallorossa. «Mi sento di promettere ai tifosi che lotteremo fino all’ultimo secondo in tutte le partite. Dobbiamo essere ambiziosi. Dobbiamo pensare a loro. E lavorare sempre con il sorriso. Con impegno, ovvio, ma senza perdere il piacere di giocare. Capisco che i tifosi siano scontenti. Ma mi sento di chiedere loro di starci vicino. Giocare a casa propria con il pubblico che ti fischia è la cosa più difficile che ci possa essere». L’Olimpico tra due settimane risponderà positivamente all’appello di Ranieri e darà il giusto sostegno sia al tecnico sia alla squadra, purché come ha detto Ranieri arriveranno dei passi avanti nell’atteggiamento dei giocatori. Di certo nessuno remerà contro la Roma all’Olimpico, né tantomeno in trasferta. Basti pensare che tra poco più di una settimana il settore ospiti del New White Hart Lane sarà sold out per la sfida contro il Tottenham. Con Ranieri per la Roma, il tecnico testaccino segnerà la svolta anche nel rapporto con la tifoseria. 


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Claudio Ranieri è stato chiaro in conferenza stampa: «Tutti mi devono aiutare perché non ho tempo di sbagliare. Abbiamo subito tre partite, una più bella dell’altra». Ma anche una più difficile dell’altra. Il tecnico lo sa, per questo è al lavoro per studiare le mosse più veloci per cercare di dare una svolta alla squadra e una sterzata alla stagione. «Sono stato chiamato dopo una grossa grandinata, e voi sapete quanto lavoro e quanta passione ci vuole per rimettere a posto un territorio del genere - ha detto ieri Ranieri ospite di Bibenda 2025 -. Io curerò i miei giocatori con lo stesso amore che voi usate per ogni grappolo d’uva dopo una burrasca». Non c’è tempo da perdere, in questo momento il tempo è nemico della Roma ma soprattutto di Sir Claudio che senza i nazionali e con qualche giocatore in infermeria deve pensare alle strategie per partire subito nel migliore dei modi già tra una settimana contro il Napoli. E allora alla base del lavoro ci sono quattro aspetti fondamentali da cui ripartire, già sottolineati alla squadra. La ricerca di una mentalità solida e vincente, gli aspetti tattici, il supporto dei senatori ma anche dell’Olimpico che deve tornare a spingere la squadra. Ranieri sarà accontentato, la tifoseria non lo lascerà solo.


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